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venerdì 14 settembre 2012

Zucca in agrodolce

Tempo di zucca...o forse non ancora? Il clima afoso di questa estate però ha fatto sì che le zucche dell'orto di mio suocero maturassero in anticipo... Qualche giorno fa quindi ho avuto la gioia di riceverne una in regalo e così ne ho fatto un antipasto stuzzicante o un contorno freddo e saporito per accompagnare carni bianche o rosse, magari grigliate semplicemente.  Vi assicuro che la zucca così cucinata è veramente molto gustosa, per non parlare del fatto che la sua preparazione è veramente semplice e velocissima e si presta anche alla preparazione di grandi quantità che possono essere conservate tranquillamente in vasetti sterilizzati .
Una piccola curiosità: sapete che la zucca rossa dalle mie parti si chiama cucuzza i porcu (zucca del porco o maiale per essere più eleganti....)???? E sapete perchè?  Perchè un tempo la si dava da mangiare solo ai maiali! Pensate un pò!  Questa cosa mi fa pensare come il cibo, quello buono e quello invece ritenuto immangiabile, sia solo una questione di pensiero e di cultura. In effetti basti pensare come nella cucina orientale e quindi nella cultura stessa dei popoli orientali, il serpente o molti insetti siano ritenuti piatti prelibati... mentre da noi al solo pensiero... beh...RABBRIVIDIAMO! 



ZUCCA IN AGRODOLCE
2 kg di zucca 
8-10 spicchi d'aglio
2 bicchiere di aceto di vino bianco
4 bicchieri olio EVO
2 cucchiaio di zucchero
miscela di aromi secchi ( io basilico, maggiorana,origano,rosmarino, timo, menta lavanda)
sale a discrezione
mezzo bicchiere d'acqua


Sbucciamo la zucca e tagliamola a dadini e puliamo gli spicchi d'aglio dalla camicia (se sono grossi tagliamoli in due). Mettiamo tutto in una pentola capiente, insieme all'aceto, all'olio e agli altri ingredienti.
Mischiamo delicatamente con le mani, chiudiamo il coperchio, accendiamo il fuoco e portiamo a bollore, lasciando sobbollire per  15 minuti, poi spegniamo e lasciamo raffreddare. Conserviamo in frigo una notte prima di gustarla. 






Con questa ricetta partecipo al contest di Food 140, "Freddo...d'estate!"

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mercoledì 12 settembre 2012

Torta Pretty Princess per la mia Principessa Rock

Il 7 alle 7 (di sera) c'è stata la festa per i suoi 7 anni.
Dopo la torta con i teschi dell'anno scorso (ve la ricordate? ... )... cosa fare per stupirla anche quest'anno? E poi il tempo a mia disposizione, avendo cominciato a lavorare, era veramente poco.... Così ho chiesto direttamente a Lei.
"Tesoro, come la vorresti la torta per il tuo compleanno?" .... e Lei "...mmh...uhm... Mamma, la voglio con una corona da principessa".... e io " Che bello, Tesoro, finalmente!" ...e già la mia mente cominciava a fantasticare e immaginare nastri e merletti.... e Lei... "Mamma non ti dimenticare il teschio!!!!Ecchetelodicoaffà!
Il regalo che ha gradito di più? Un chiodo vintage in ecopelle ricevuto dalla sua zia-madrina...!!!! Piccole Principesse Rock crescono ....ma non cambiano!



per il pan di spagna:
12 uova
420 gr di zucchero
480 gr di farina
mezza bacca di vaniglia
per la crema diplomatica: 
750ml di latte
3 uova
90gr di fecola
220 gr di zucchero
scorza di limone
400 ml di panna montata
500gr di composta di fragole

per la bagna:
rhum e acqua in parti uguali

per la decorazione:
750gr di pdz rosa
100gr di pdz bianca
200gr di gumpaste
confetti di zucchero argento

Per il pan di spagna: montiamo le uova con lo zucchero su un bagnomaria tiepido per almeno 15 minuti ( se avete una planetaria basteranno 10 minuti) finchè il composto non diventerà chiarissimo e gonfio e ricadrà a nastro. Quindi versiamo a pioggia la farina sul composto di uova mescolando dal basso verso l'alto per non smontarlo. Versiamo il tutto in una tortiera rettangolare da 12 porzioni (di quelle in alluminio usa e getta), e inforniamo a 180° per 30 minuti circa (naturalmente è necessaria la prova stecchino per la cottura perfetta...).

Per la crema:  mettiamo a scaldare il latte,  mescoliamo vigorosamente le uova con lo zucchero con una frusta, uniamo la fecola setacciata . Uniamo  il latte alla crema di uova e mescoliamo bene, aggiungiamo la buccia di limone intera e mettiamo tutto sul fuoco ad addensare. Mescoliamo bene con la frusta fino per non fare formare grumi e appena la crema si sarà ispessita spegniamo, versiamo in una ciotola e copriamo con la pellicola a contatto per fare raffreddare. Quando la crema sarà perfettamente fredda, togliamo la buccia del limone e vi uniamo metà della composta di fragole e la panna montata e mescoliamo per amalgamare le tre masse; teniamo in frigo.

Per la bagna, mescoliamo mezzo bicchiere di acqua a mezzo bicchiere di rhum. Ho evitato lo sciroppo perchè la crema era già abbastanza dolce.
Montiamo il dolce : tagliamo la torta grande in tre strati e la piccola in due, inzuppiamo bene ogni strato di pds spennellando la bagna, quindi spalmiamo uno strato sottile di composta di fragole (la metà rimasta) e uno strato di crema , copriamo e ripetiamo per gli altri strati.


La decorazione è in pasta di zucchero, mentre i soggetti tridimensionali (corona e gioielli) sono in gumpaste. Vi consiglio di fare i soggetti almeno una settimana prima di utilizzarli in modo da dare il tempo alla corona di seccarsi bene.




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lunedì 10 settembre 2012

Tempo di conserve: passata di pomodoro home made!

Settembre, tempo di conserve! 
Uno dei miei ricordi più vivi dell'infanzia è legato proprio a questo periodo di  fine estate, quando ci si preparava ad affrontare un lungo inverno cercando di custodire sott'olio, sott'aceto, sotto vetro i tesori preziosi della bella stagione: melanzane, zucchine, pesche, peperoncini, prugne e quant'altro, venivano frullati, bolliti, pigiati, seccati pur di poterli conservare a dovere.
Ma il momento che in assoluto preferivo era quello in cui si dovevano fare i buttigghi ovvero la passata di pomodoro: un rito che assolutamente coinvolgeva tutte le famiglie “di ogni ordine e grado”, quindi anche noi bambini.

Ci si alzava eccitatissimi che ancora era buio e già i grandi erano al lavoro: i pomodori venivano lavati il giorno prima e messi ad asciugare in grandi ceste rettangolari poco profonde, le sparrazze, e poi le donne di casa cominciavano a tagliarli in 2 o 4 pezzi a seconda se si faceva la passata o il pomodoro a pezzettoni. 



Quelli destinati alla passata venivano messi subito a bollire in grandi pentoloni, le caddhare, per una ventina di minuti e poi messi a scolare il loro liquido su un lenzuolo bianco legato sopra una grossa tinozza come fosse uno scolapasta.


Il pomodoro divenuto  più asciutto veniva poi passato nella macchinetta a manovella, per estrarne il succo: una faticaccia... specialmente quando si dovevano passare le bucce la seconda e a volte anche la terza volta!

 


Tutto il succo del pomodoro veniva raccolto e ben miscelato e quindi con un piccolo imbuto e un mestolo si procedeva a imbottigliarlo in vasetti o bottiglie già aromatizzate con qualche foglia di basilico. Il rito si concludeva con la chiusura dei vasetti ad opera degli uomini  e quindi si procedeva alla bollitura.



Per i pomodori a pezzettoni il lavoro era riservato a noi bimbi: mia nonna tagliava i pomodori e noi facevamo a gara a chi riusciva a riempire prima la propria bottiglia, schiacciando bene i pezzi con dei lunghi bastoncini di legno o con il manico delle cucchiarelle. Più si schiacciava e più i pomodori mandavano fuori l'acqua che poi fuoriusciva dalle bottiglie: che divertimento! E nonna urlava....
Quando tutto era pronto si procedeva alla bollitura che avveniva fuori casa, nei giardini o in qualche spazio adatto: si faceva la pila di legna sotto un trepiedi di ferro ( u' triporu) che sosteneva l'enorme calderone che conteneva le bottiglie, sistemate meticolosamente e protette da pezzi di stoffa incastrate tra l'una e l'altra per evitare che durante la bollitura si potessero rompere. Si versava l'acqua fino a ricoprire l'ultima bottiglia e si accendeva il fuoco. Era ormai mattina quando cominciavano a bollire e dopo circa un'ora si spegneva tutto. Spesso tra quelle ceneri calde si sistemavano patate e peperoni che diventavano il nostro golosissimo pranzo, ben condite e accompagnate da bruschette.

Oggi molte cose sono cambiate, la macchinetta a manovella è stata sostituita da quella elettrica e alla legna si preferisce il gas... ma il resto è rimasto uguale ad allora.
E' ovvio che comprare la passata al super è più facile e veloce... e quindi sono poche le persone che ancora hanno la possibilità e il tempo per mantenere viva questa tradizione. Io sono fortunata. Tra questi ci sono anche i miei suoceri. Per cui quando l'altra mattina alle 5,00 mi è suonata la sveglia che mi ricordava che dovevo andare a raggiungerli in campagna per fare queste foto, ho dovuto ripensare a tutto questo …. per evitare di farla volare  dalla finestra...la sveglia!


Alla prossima!
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mercoledì 5 settembre 2012

Tortino semifreddo cioccolato bianco e more... per festeggiare insieme un nuovo inizio!

Dopo un'estate lunga.... calda.... impegnativa.... finalmente è arrivato settembre !
Tic tac tic tac tic tac.... è già passato più di un mese da quando vi ho lasciati augurandovi buone vacanze! Mi sembra un secolo! Tante cose sono cambiate e tante speranze sono diventate realtà: l'angoscia di dovere lasciare la mia famiglia (il nuovo lavoro avrebbe comportato purtroppo questo enorme sacrificio....) è stata definitivamente spazzata via da un evento tanto improvviso quanto auspicato e finalmente con animo sereno posso godermi veramente la gioia di questo nuovo lavoro.
Per questo rientro tra le pagine del blog, non potevo non scegliere un semifreddo. Ormai lo sapete quanto li amo e poi questo è speciale.... E' un piccolo tortino che ho fatto ad agosto per il compleanno del mio figlio maggiore che adora i frutti di bosco e il cioccolato bianco... Ma è speciale anche perchè, nonostante il caldo e tutti i pensieri e le angosce che in quel periodo mi frullavano per la testa, ha rappresentato per me lo stimolo a reagire, a scuotermi da quello stato  vegetativo in cui ero piombata.
Prima di lasciarvi alla ricetta, volevo solo darvi un piccolo consiglio sui frutti di bosco.
Quelli che vedete me li ha portati mio suocero, raccolti in campagna. Se volete conservali congelandoli per utilizzarli come decorazione per i vostri dolci invernali, seguite queste poche e semplici indicazioni: dopo averli passati velocemente sotto l'acqua, adagiateli su un panno e fateli asciugare bene all'aria, ma senza sovrapporli. Quindi divideteli in vari piatti di plastica, sempre in un solo strato senza sovrapposizioni, e metteteli in freezer per un pomeriggio (lo so, avrete il freezer invaso se sono tanti...). Una volta congelati raccoglieteli tutti in una scatola o in un sacchetto per congelare e conservateli in freezer: i frutti di bosco rimarranno perfettamente conservati senza attaccarsi l'uno all'altro e potranno essere utilizzati nella quantità voluta, di volta in volta.
Alla prossima!



TORTINO SEMIFREDDO
cioccolato bianco e more

per il semifreddo al cioccolato bianco (ricetta tratta dal blog Mon Petit Bistrot):
200gr di cioccolato bianco
200gr di panna zuccherata
2 uova
4 cucchiai d'acqua
2 cucchiai di zucchero

un pacchetto di savoiardi

20-25 more 

bagna al  rhum (mezzo bicchiere di rhum +mezzo bicchiere d'acqua)

50 gr di riccioli di cioccolato bianco

per uno stampo da 20-22cm


In un pentolino versiamo l'acqua e lo zucchero e portiamo a ebollizione per qualche minuto. Spegniamo il fuoco e versiamoci dentro il cioccolato bianco grattugiato grossolanamente. Mescoliamo bene mettiamo da parte. 
Montiamo a neve ben ferma gli albumi con un pizzico di sale e quindi montiamo la panna. Uniamo i tuorli al cioccolato fuso e mescoliamo bene. 
Uniamo qualche cucchiaio di panna montata alla crema di uova e mescoliamo per alleggerirla, quindi versiamo la rimanenete panna e gli albumi montati, fino ad ottenere una massa spumosa e ben amalgamata.
Foderiamo il fondo della teglia con la carta da forno, quindi rivestiamone i lati con i savoiardi leggermente spennellati con la bagna al rhum. Versiamo la crema nella teglia e livelliamo bene. Conserviamo in freezer per almeno 6-8 ore. Sformiamo il tortino e completiamo decorandolo con le more e i riccioli di cioccolato bianco.






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