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giovedì 5 marzo 2015

Delizie Mimosa (Mini Mimosa Cake)



Per queste delicate tortine ho pensato di unire le caratteristiche di due dolci che amo molto: la Torta Mimosa e le Delizie al limone.
Dedico questa ricetta alle mie due figlie, con l'augurio che MAI nella vita rimpiangano di essere nate DONNE, e a tutte le donne "dolcemente complicate" e ai loro uomini che purtroppo non posseggono un libretto d'istruzioni ma le amano ugualmente e le sopportano ogni giorno.
Tanto amore a tutti!




Ingredienti:
 per la base al limone
  • 35gr di fecola di patate*
  • 10gr di amido di mais*
  • 1 uovo+1 tuorlo
  • 30gr di zucchero
  •  scorza grattugiata di mezzo limone
 per la crema al limone
  • 100 ml di latte
  • la scorza di mezzo limone
  • il succo di mezzo limone
  • un tuorlo
  • 15 gr di fecola*
  • 40 gr di zucchero
per la bagna
  • 40ml di limoncello+30ml di acqua 
zucchero a velo*

per tre Delizie

 *alimenti a rischio per i celiaci; controllare che ci sia la dicitura "senza glutine"


Monta le uova con lo zucchero  su un bagnomaria caldo o con una planetaria, quindi unisci il tuorlo e i semi di vaniglia e continua a montare. Unisci alla massa la fecola miscelata all'amido  mescolando delicatamente dal basso verso l'alto con una spatola. Versa il composto nello stampo a semisfera leggermente imburrato e inforna a 180° per 15 minuti circa (prova stecchino)
Prepara la crema pasticcera: metti a bollire in latte con la scorza e il succo del limone.Appena dà i primi accenni di bollore spegni.  Intanto una ciotola miscela il tuorlo allo zucchero  unisci la fecola e mescola bene, quindi versa a filo il latte caldo e misceliamo tutto con la frusta. Rimetti sul fuoco e fai addensare (ci vorranno pochi minuti) senza smettere di mescolare. Fai raffreddare la crema con pellicola a contatto.
Con queste dosi e con lo stampo Pavoni  otterrai 5 semisfere: 3 le userai per la cupola delle Mimose mentre le altre due ti serviranno per ricavarne le basi e le briciole per la decorazione.
Con l'aiuto di un cucchiaino scava al centrodella base di tre semisfere in modo da ottenere un incavo, lasciando tutto intorno lo spessore di un cm circa. Ricava dalle altre due semisfere tre dischi grandi quanto la stessa base mentre il pan di spagna che rimane lo taglierai a dadini.
Spennella l'interno delle semisfere con la bagna al limoncello, riempile con un cucchiaio di crema al limone e chiudi la base con uno dei dischetti di pan di spagna precedentemente spennellato di bagna. spennella anche l'esterno della cupola e ripeti l'operazione per le altre due semisfere. Diluisci la crema rimasta con un cucchiaino di latte (se necessario) e spalmala intorno alle tre semisfere farcite quindi fai aderire tutto intorno i dadini di pan di spagna, schiacciandoli un po' con le mani.
Fai riposare le Delizie Mimosa in frigo per un paio d'ore e prima di servirle spolverizzale con dello zucchero a velo.
stampo semisfere in silicone Pavonidea











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mercoledì 25 giugno 2014

Topping al cioccolato per variegare gelati e cheesecake: facile e veloce !



Sull'onda della mia passione per il gelato sono andata alla ricerca di una ricetta per fare in casa il topping al cioccolato, di quello che serve per variegare un semplice gelato alla vaniglia e renderlo starordinario, insieme a una manciata di granella di nocciole.
Così girando per il web ho trovato una ricetta per il Bimby che ho adattato nel procedimento alle mie attrezzature tecnologiche: pentolino e cucchiarella di legno.
Il risultato è fantastico! Fatelo anche in doppia dose e non ve ne pentirete di sicuro, anche perchè di conserva tranquillamente in frigo per il tempo necessario a consumarlo ( ovvero meno di qualche giorno ahahaha... scherzo.... un mesetto circa).
Come usarlo? Per variegare il vostro gelato preferito, per decorare una cheesecake o una torta fredda allo yogurt o semplicemente per preparare un bel bicchierone di latte freddo al cacao per la merenda o la colazione dei bimbi: vi basterà aggiungerne un cucchiaione e mescolare!







Ingredienti:
  • 300gr di zucchero
  • 200gr di acqua
  • 100gr di cacao amaro
  • un cucchiaio di succo di limone
  • un pizzico di sale
  • 25gr di burro (facoltativo, serve per renderlo lucido....io non l'ho messo)

 Il procedimento è come al solito facilissimo: mescola le polveri in una ciotola fino a che non scompariranno i grumi del cacao. Versa l'acqua a filo mescolando bene, unisci il succo di limone e poni tutto sul fuoco.
Ora la parte più noiosa. Devi mescolare sempre con un cucchiaio di legno o con una frusta a mano, fino a che non comincia a bollire. Fai cuocere per 5 minuti circa e comunque fino a che lo sciroppo non si ispessisce e non diventa di un bel colore nero vellutato. Spegni il fuoco e invasa immediatamente.
Con questa dose me ne sono venuti due vasetti per cui li ho conservati in frigorifero. Se decidi  di farne in quantità industriale ti consiglio di udare vasetti sterilizzati e di farli raffreddare a testa in giù.















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lunedì 23 giugno 2014

Latte condensato home made: facile e veloce.... per averlo sempre a portata di mano!


Quando, negli ultimi post, ho proposto le ricette del gelato magico con 2 o 3 ingredienti, molti lettori mi hanno scritto dicendomi che non sempre riuscivano a reperire il latte condensato (anche io stessa per comprarlo devo andare in un paese vicino al mio). Così ho pensato di cercare una ricetta per poterlo fare in casa. Con mia grande sorpresa non solo ne ho trovate molte ma il procedimento è molto facile e veloce, per cui ve lo ripropongo ( ricetta presa da qui)  ...per non rimanere più senza latte condensato!







Ingredienti:

per circa 250-280gr  (i vasetti che vedete in foto)
  • 250ml di latte intero
  • 190gr di zucchero a velo industriale o zucchero semolato+due cucchiaini di amido di mais
  • 25 gr di burro
La preparazione è di una facilità estrema : metti tutti gli ingredienti in un pentolino e ponilo sul fuoco. Mescola bene e porta ad ebollizione, quindi fai cuocere per 10-15 minuti, mescolando di continuo. Spegni e invasa. Non importa se ti sembrerà troppo liquido, raffreddandosi si addenserà!
Conservalo in frigo ben chiuso.








Se invece del semplice latte condensato vuoi ottenere il dulce de leche, quella goduriosa crema al caramello che trovi qui e qui puoi invasare il latte consensato in un barattolo di vetro a chiusura ermetica come quello che vedi nella foto sotto e farlo bollire coperto dall'acqua per 150-180 minuti fino a che non diventerà di un bel colore marroncino MOU.



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lunedì 9 giugno 2014

Confettura di ciliegie al limoncello ...riflettendo sulla fine della scuola


E un altro anno volge al termine. Un anno scolastico intendo.
Per noi prof l'anno non inizia, come per tutte le persone normali, il primo gennaio ma il primo settembre e finisce il 31 agosto.
Per molti purtoppo finisce molto prima, dopo gli scrutini di giugno. Dico purtroppo perchè a un prof precario non sono garantiti i mesi estivi per cui niente ferie pagate, niente estate tranquilla, niente "arrivederci ragazzi ci vediamo a settembre".
Qualche fortunato riesce a fare esami di maturità e ad avere uno stipendio anche fino a metà luglio. Tant'è.
Questa è la nostra scuola.
Questa è la scuola italiana.
Questa è la scuola di Francesco, stimato collega, amatissimo dagli alunni, papà affettuoso, prof di fisica, precario, sposato con una collega, prof di francese, precaria anche lei.
A settembre dovranno trasferirsi per "vivere il nostro capodanno" altrove, nella speranza di non essere più precari.
Fino a che chi governa non capirà che la scuola  e la famiglia sono la prima cellula di una società "sana", per cui è fondamentale investire in entrambe.... fino a che chi governa non capirà che la qualità della vita di una persona conferisce dignità alla persona stessa, che sia un ministro o un operaio.... fino a che chi governa non capirà che la cultura ha fatto della nostra nazione un punto di riferimento per il mondo da Romolo e Remo ad oggi.... fino ad allora tanti, troppi "Francesco" saranno costretti a raccogliere baracca e burattini e imbarcarsi in viaggi della speranza.... La speranza di un posto di lavoro dopo anni di studi e precariato, la speranza di garantire il pane per i propri figli, la speranza di ottenere quella  dignità a cui ogni uomo ha pieno diritto.




 Ingredienti:
  • 600gr di ciliegie (pesate al netto degli scarti)
  • 250gr di zucchero
  • la scorza di un limone
  • mezzo bicchiere di limoncello

Metti a bollire le ciliegie, lo zucchero e la scorza  del limone in una pentola capiente per mezz'ora, 
schiumando dalle impurità se necessario. Quindi unisci il limoncello e fai bollire ancora per 30 
minuti e comunque prima di spegnere verifica la consistenza della confettura con la prova piattino ( una goccia di confettura su un piattino freddo e inclinato deve scivolare giù molto lentamente). Spegni e dopo un paio di minuti invasa in barattoli sterili, tappa bene e fai raffreddare i vasetti a testa in giù.






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lunedì 10 marzo 2014

Arance caramellate a fette...da conservare!

Qualche settimana fa mio suocero mi ha portato una busta di arance bellissime, senza semi e molto succose... le ultime dell'albero per quest'anno: troppo belle per lasciarle finire in pochi giorni! Troppo belle anche per farne marmellata, però! Quante volte le ho desiderate per decorare una torta o una cheesecake!... Perchè non cercare di conservarle allora per quelle occasioni, già tagliate e pronte all'uso? Dopo un rapido giro sul web per cercare tempi e dosi sono arrivata  qui e in men che non si dica le mie fette di arancia erano cotte e invasate!    

Alla prossima!



 Ingredienti:
-  900 gr di arance BIO prive delle estremità
- 900 gr di zucchero
- mezzo bicchiere d'acqua
- mezzo bicchiere di limoncello


Lava molto bene le arance, spazzolandole bene. Tagliane le estremità e pesale. Intanto metti in una pentola capiente lo zucchero con l'acqua e porta a ebollizione lo sciropp, facendolo cuocere per una decina di minuti. Taglia le arance a fette non troppo sottili... circa mezzo cm dovrebbero andare bene... e togli via i semi se ce ne dovessero essere. Tuffa le fette nello sciroppo, aggiungi il limoncello e fai cuocere tutto per almeno 15 minuti ( dipende dalle arance) e comunque fino a quando la buccia non sarà morbide ma al dente.
Con una schiumarola toglile via dalla pentola e sistemale nei vasetti già perfettamente puliti e sterilizzati,copri senza sigillare e continua a fare cuocere lo sciroppo per almeno un altro quarto d'ora. Versalo bollente nei vasetti, sopra le fette d'arancia. Chiudi ermeticamente e capovolgi i vasetti a testa in giù fino a quando non saranno ben freddi.
Sicuramente ti avanzerà dello sciroppo. Invasalo e tienilo da parte per aromatizzare dei dolci, per diluirlo con del rhum e usarlo per bagnare un pan di spagna, da versare su crepe, cheesecake o pancake o semplicemente per  dolcificare un tè caldo.

Le fette d'arancia sono deliziose e possono essere mangiate a colazione, su una fetta di pane e ricotta, o per decorare dolci e plumcake come questi:












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mercoledì 15 gennaio 2014

Marmellata di clementine al limoncello

Tempo di marmellate! Oggi per voi una marmellata deliziosa con uno dei frutti che amo maggiormente: le dolci clementine! A differenza del mandarino, più aspro e meno succoso, le clementine si prestano benissimo a essere trasformate in marmellata. Quelle  coltivate da  mio suocero poi, oltre ad avere la buccia sottilissima (grande vantaggio per una marmellata!) non hanno nemmeno un semino, per cui sono l'ideale da mettere in barattolo. In questa versione alle clementine ho aggiunto un tocco di limoncello... giusto per non farci mancare niente!
Se avete delle clementine bio ( o anche mandarini...  dovrete solo faticare un po' di più), fatela! Non ve ne pentirete...!
Come preferisco gustarla? Spalmata su un pezzo di pane, sopra uno strato di ricotta! A proposito... il pane delle foto è gluten free...Ma di questo ne parleremo la prossima volta!




MARMELLATA DI CLEMENTINE al limoncello

2,5 kg di clementine BIO
1,5 kg di zucchero
3 bicchieri di limoncello

Laviamo  sotto l'acqua le clementine, spazzolandole bene. Incidiamo la buccia nel senso degli spicchi con un coltello, in modo che venga via a strisce, senza rompersi troppo. Scottiamo le bucce in acqua bollente per 5 minuti ( da quando riprende il bollore) e tiriamole via con una schiumarola. Mettiamole in una ciotola a intiepidire. Intanto puliamo le clementine  liberandole  da eventuali pellicine e separiamone gli spicchi, tagliamo ogni spicchio in due e togliamo gli eventuali semini. 
Mettiamo le bucce scottate su un tagliere e con un coltello grattiamo via la parte bianca e tagliamole a striscioline tipo julienne. Prendiamo una pentolona capiente e mettiamoci dentro gli spicchi ( con l'eventuale succo prodotto quando li abbiamo divisi in due) e tre quarti delle bucce  e portiamo a ebollizione. facciamo cuocere per una decina di minuti, quindi uniamo lo zucchero e mescoliamo bene. Facciamo cuocere la marmellata per almeno un'ora, quindi uniamo il limoncello e le restanti bucce e continuiamo la cottura per altri 15-20 minuti. La marmellata sarà pronta quando facendone cadere un cucchiaino su un piattino freddo, inclinandolo essa non scivolerà via.
Quando la marmellata sarà pronta, invasiamola ancora bollente in barattoli pulitissimi e dopo avere chiuso bene ogni barattolo, facciamo raffreddare a testa in giù per creare il sottovuoto.

NOTE:
  • I tempi di cottura sono indicativi in quanto dipendono da quanto sono succosi i vostri frutti. Quindi basatevi sempre sulla prova piattino.
  • La cottura di quantità minori di frutta ovviamente accorcia i tempi di preparazione: tenetelo presente nel caso in cui dimezzerete le dosi.
  • La marmellata così ottenuta ha un fondo più liquido e pezzettoni di frutta e scorze golosissimi. Se la preferite più omogenea e cremosa, prima di invasarla passatela al minipimer. Personalmente ho riempito tre vasetti con la marmellata a pezzettoni, quindi ho frullato al minipimer la rimanente, per accontentare i gusti di tutti!



Se volete regalarla ad amici e parenti, confezionatela semplicemente usando dei pirottini di carta per foderare il coperchio del barattolo, come ho visto fare qui alla mia amica Alessandra, e legati con del nastro da pacco.



Alla prossima!
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giovedì 12 settembre 2013

Melanzane grigliate sott'olio e sugo pronto per conservare un po' d'estate in un barattolo!

Settembre, tempo di conserve.
La natura si prepara al lungo sonno invernale e anche noi, da formichine operose (anche se io mi sento tanto cicala...), ci prepariamo ad affrontare l'arrivo del freddo  cercando di catturare un raggio di sole e chiuderlo in un barattolo .
Quest'anno, come ogni anno del resto, ho approfittato del mese di agosto per fare qualche conserva ( marmellate, pesto, sott'olio...) e dopo avere fatto le nostre classiche melanzane sott'olio che non devono mai mancare nelle cene invernali a casa Fujiko mi sono ritrovata con una seconda bustona di melanzane biologiche da dovere smaltire. Volevo una ricettina nuova e sfiziosa e mi sono ricordata di mia cugina Rosi, che era appena partita per Torino, dopo le ferie qui in Calabria.
Prendo il telefono e...Whats App!
-Rosi ti volevo chiedere  la ricetta delle melanzane...quella che mi dicevi... come le fai?
- Io le metto sotto sale
-Con la buccia o le sbucci?
-Sbucc (whatsapp è whatsapp!)
-Poi le griglio tutte e le metto in aceto per circa 4/6 ore
-Le fette quanto spesse?
- Le fette un po' spessotte...
- Tipo? Un dito?
- Anche meno....

E poi? Curiosi? Il resto lo scoprirete leggendo sotto la ricetta completa!
Dimenticavo! Con un paio di melanzane ci ho fatto anche un sughetto da conservare per i giorni invernali in cui arriverò stanca da scuola senza avere nulla di pronto da cucinare...
Forse però un po' formica lo sono anch'io!
Buon lavoro e alla prossima!


 MELANZANE GRIGLIATE di Rosi

melanzane
sale qb
aceto qb
olio di semi di girasole
menta o basilico, aglio, peperoncino
 barattoli

Sbucciamo le melanzane e tagliamole a fette spesse un dito. Mettiamole sotto sale e lasciamole a riposo per un paio d'ore. Sciacquiamole bene e strizziamole delicatamente. Grigliamo le melanzane e riponiamole tutte in una ciotola capiente quindi copriamo con aceto bianco a filo dell'ultimo strato e lasciamole così a marinare per 4-6 ore. Strizziamole delicatamente e mettiamole ad asciugare su carta assorbente senza sovrapporle, per almeno un paio d'ore. Sistemiamole nei vasetti, alternandole agli aromi (interi o tagliuzzati...come preferite...) e copriamole d'olio. Chiudiamo bene e procediamo alla sterilizzazione: sistemiamole in una pentola, copriamo d'acqua e portiamo a bollore, lasciamo bollire per almeno 30 minuti e spegniamo. Lasciamo i barattoli nella pentola fino a che l'acqua non si sarà completamente raffreddata.


SUGO PRONTO ALLE MELANZANE

pomodori
un paio di melanzane
olio EVO
sale, peperoncino, basilico
cipolla di Tropea

Laviamo bene i pomodori e dopo averli tagliati a metà mettiamoli in una pentola con coperchio e accendiamo il fuoco SENZA AGGIUNGERE NIENTE ALTRO. Portiamo a bollore e facciamo cuocere per 15 minuti. Spegniamo il fuoco, aggiustiamo di sale e uniamo il basilico. Frulliamo i pomodori cotti con il minipimer fino ad ottenere una passata . Tagliamo le melanzane a quadrotti, con la buccia, e mettiamole sotto sale. Facciamo un soffritto con olio e cipolla, secondo le nostre abitudini, versiamoci la passata e facciamo cuocere per mezz'ora circa , uniamo il peperoncino e completiamo la cottura.  
Nel frattempo laviamo le melanzane per togliere il sale in eccesso e friggiamole. Quando il sugo sarà cotto tuffiamole dentro , mescoliamo e invasiamo immediatamente. Chiudiamo bene e poniamo i barattoli in una pentola con acqua tiepido-calda ( NON FREDDA; mi raccomando altrimenti i barattoli potrebbero danneggiarsi per lo shock termico) e portiamo a bollore. Facciamo bollire per mezz'ora, quindi spegniamo e lasciamo raffreddare in pentola.

MELANZANE CLASSICHE SOTT'OLIO
alla calabrese


 Per le melanzane classiche sott'olio alla calabrese vi rimando al post pubblicato l'anno scorso e che trovate cliccando qui.






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giovedì 17 gennaio 2013

Confettura di rana...o quasi... al limoncello per fare il pieno di vitamina C !

Quando la mia piccola Principessa Rock  ha visto questa  confettura ha esclamato: " Mamma hai fatto la marmellata di rane!?". Immaginatevi le risate di tutti... In effetti se fosse uscita fuori da un cartone animato non sarebbe potuta essere altro che quello: è verde, ha i puntini neri (che sono gli occhi delle rane a detta di mia figlia...) per cui...!
In realtà come avrete capito si tratta di una confettura fatta con un frutto che amo moltissimo, il kiwi.
Adoro il gusto un pò acidulo di questo frutto ricco di vitamina C e avendo ricevuto in dono  alcuni kiwi bio, frutto del giardino di un'amica di mia madre, ho pensato di farne una confettura, accompagnandoli per assonanza di gusto e proprietà al limone.
Ne è venuta fuori una confettura deliziosa per fare un pieno di vitamina C a colazione e a merenda, per dare sprint a uno yogurt bianco o spalmata semplicemente su una fetta di pane.


CONFETTURA DI KIWI
al limoncello

500gr di kiwi già sbucciati
uno spicchio di mela senza buccia
200gr di zucchero
il succo di mezzo limone
una striscia di buccia di limone
2 cucchiai di limoncello

Per un vasetto da 250gr circa

Mettiamo i kiwi tagliati a spicchi a bollire insieme allo spicchio di mela, al succo e alla buccia intera del mezzo limone e al limoncello. Facciamo andare per 10 minuti quindi uniamo lo zucchero, mescoliamo bene e facciamo bollire per altri 40 minuti, a fuoco medio. 
A questo punto possiamo frullare tutto con un minipimer a immersione (come ho fatto io) o estrarre la buccia di limone e lasciare la marmellata a pezzettoni. In ogni caso invasare la confettura appena spento il fuoco in un vasetto ben pulito, avvitare bene il coperchio e lasciare raffreddare a testa in giù.






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lunedì 10 settembre 2012

Tempo di conserve: passata di pomodoro home made!

Settembre, tempo di conserve! 
Uno dei miei ricordi più vivi dell'infanzia è legato proprio a questo periodo di  fine estate, quando ci si preparava ad affrontare un lungo inverno cercando di custodire sott'olio, sott'aceto, sotto vetro i tesori preziosi della bella stagione: melanzane, zucchine, pesche, peperoncini, prugne e quant'altro, venivano frullati, bolliti, pigiati, seccati pur di poterli conservare a dovere.
Ma il momento che in assoluto preferivo era quello in cui si dovevano fare i buttigghi ovvero la passata di pomodoro: un rito che assolutamente coinvolgeva tutte le famiglie “di ogni ordine e grado”, quindi anche noi bambini.

Ci si alzava eccitatissimi che ancora era buio e già i grandi erano al lavoro: i pomodori venivano lavati il giorno prima e messi ad asciugare in grandi ceste rettangolari poco profonde, le sparrazze, e poi le donne di casa cominciavano a tagliarli in 2 o 4 pezzi a seconda se si faceva la passata o il pomodoro a pezzettoni. 



Quelli destinati alla passata venivano messi subito a bollire in grandi pentoloni, le caddhare, per una ventina di minuti e poi messi a scolare il loro liquido su un lenzuolo bianco legato sopra una grossa tinozza come fosse uno scolapasta.


Il pomodoro divenuto  più asciutto veniva poi passato nella macchinetta a manovella, per estrarne il succo: una faticaccia... specialmente quando si dovevano passare le bucce la seconda e a volte anche la terza volta!

 


Tutto il succo del pomodoro veniva raccolto e ben miscelato e quindi con un piccolo imbuto e un mestolo si procedeva a imbottigliarlo in vasetti o bottiglie già aromatizzate con qualche foglia di basilico. Il rito si concludeva con la chiusura dei vasetti ad opera degli uomini  e quindi si procedeva alla bollitura.



Per i pomodori a pezzettoni il lavoro era riservato a noi bimbi: mia nonna tagliava i pomodori e noi facevamo a gara a chi riusciva a riempire prima la propria bottiglia, schiacciando bene i pezzi con dei lunghi bastoncini di legno o con il manico delle cucchiarelle. Più si schiacciava e più i pomodori mandavano fuori l'acqua che poi fuoriusciva dalle bottiglie: che divertimento! E nonna urlava....
Quando tutto era pronto si procedeva alla bollitura che avveniva fuori casa, nei giardini o in qualche spazio adatto: si faceva la pila di legna sotto un trepiedi di ferro ( u' triporu) che sosteneva l'enorme calderone che conteneva le bottiglie, sistemate meticolosamente e protette da pezzi di stoffa incastrate tra l'una e l'altra per evitare che durante la bollitura si potessero rompere. Si versava l'acqua fino a ricoprire l'ultima bottiglia e si accendeva il fuoco. Era ormai mattina quando cominciavano a bollire e dopo circa un'ora si spegneva tutto. Spesso tra quelle ceneri calde si sistemavano patate e peperoni che diventavano il nostro golosissimo pranzo, ben condite e accompagnate da bruschette.

Oggi molte cose sono cambiate, la macchinetta a manovella è stata sostituita da quella elettrica e alla legna si preferisce il gas... ma il resto è rimasto uguale ad allora.
E' ovvio che comprare la passata al super è più facile e veloce... e quindi sono poche le persone che ancora hanno la possibilità e il tempo per mantenere viva questa tradizione. Io sono fortunata. Tra questi ci sono anche i miei suoceri. Per cui quando l'altra mattina alle 5,00 mi è suonata la sveglia che mi ricordava che dovevo andare a raggiungerli in campagna per fare queste foto, ho dovuto ripensare a tutto questo …. per evitare di farla volare  dalla finestra...la sveglia!


Alla prossima!
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sabato 23 giugno 2012

La settimana della cucina calabrese: peperoncini piccanti ripieni sott'olio

Non potevo concludere la settimana dedicata alla cucina calabrese senza una ricetta piccante...senza qualcosa in cui il peperoncino fosse protagonista....e quale ricetta più caliente di questa conserva, adorata dagli estimatori del "fuoco"????
GUANTI IN LATTICE! questo è il dictat di questa ricetta! Guanti in lattice o sentirete l'inferno sulle mani! Non mi viene altro in mente che questo per iniziare a parlarvi di questa ricetta! 
La mia avventura o meglio... disavventura, comincia in un giorno di metà settembre, quando tra una conserva di pomodoro e un barattolo di melanzane sott'olio decido di fare i peperoncini rotondi sott'olio, ricetta di mia cognata Rosaria, la maga delle conserve . 
Inizio a pulirli a mani nude, per metterli sott'aceto... e un lieve bruciorino, dopo il 20esimo peperoncino comincia a manifestarsi sulla punta delle dita. Da lì ad avere le mani in fiamme è stato un attimo! Non credo che la mia memoria ricordi un tormento tanto atroce e prolungato ! Sentivo sollievo soltanto mettendo le mani ammollo in acqua e ghiaccio! Certo...non potevo stare sempre con le mani in acqua....! C'erano le faccende da fare e soprattutto i peperoncini da riempire e sistemare! Ho provato persino a mettermi i guanti per continuare l'operazione ma è stato peggio! 
In un impeto di disperazione, tra un bagno di acqua e l'altro, mi sono messa a cercare su internet un rimedio efficace ma nulla...Non contenta mi sono superata: ho scritto su FB un appello ai miei amici! Che ridere! Mi è stato consigliato di tutto : latte, dentifricio, crema all'aloe, crema per le scottature, antinfiammatorio, olio EVO.... e io ho provato tutto, a parte l'antinfiammatorio! Poi al limite della sopportazione è arrivato lui...il mio salvatore!
Al grido di "W i guanti di lattice" mio marito mi è venuto in soccorso e mentre io impastavo il ripieno (...perchè effettivamente l'olio dell'impasto  mi leniva il fastidio...ihihih) lui riempiva i peperoncini e li sistemava ( le mani che vedete nelle foto sono le sue!). 
Così in poco più di mezz'ora i miei "terribili aguzzini" sono finiti sott'olio...ihhihihihi! 




PEPERONCINI PICCANTI RIPIENI
sott'olio


1 kg di peperoncini rotondi piccolini
un litro di aceto
6 scatolette di tonno di buona qualità
un pugno di capperi
un vasetto di alici sott'olio
un pugno di olive verdi 
olio di semi di arachidi o di girasole q.b.
barattoli di vetro sterilizzati

INDOSSIAMO I GUANTI DI LATTICE prima di ogni altra cosa. Puliamo i peperoncini, incidendone la parte superiore con un coltello a punta e asportandone l'interno. Mettiamoli a bagno per 4 ore in una miscela di acqua e aceto ( una parte di acqua e due di aceto), in questo caso un litro di aceto e mezzo litro d'acqua, coperti da un piatto, in modo da tenerli ben immersi.
Prepariamo il ripieno mescolando insieme il tonno sminuzzato, le alici tritate, le olive tagliuzzate e i capperi.
Mettiamo ad asciugare per mezz'ora i peperoncini a testa in giù su un panno pulito, quindi riempiamoli tutti, tranne 5-6, con il ripieno . Tagliamo i peperoncini rimasti in pezzetti che utilizzeremo come tappo per  chiudere quelli ripieni. Sistemiamo i peperoncini nei barattoli e versiamoci l'olio fino a ricoprirli completamente. Chiudiamo bene e aspettiamo almeno 20 giorni prima di assaggiarli... se avete coraggio!
 Anchw con questa ricetta partecipo  al contest di Danita "Geografia in tavola.





 









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