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venerdì 9 marzo 2012

Occhi di bue al dulce de leche...con la frolla di Montersino!

Vi ricordate dei miei esperimenti col dulce de leche? E' una crema di un buono inaudito! Certo però non poteva stare lì nel barattolo a farsi mangiare a cucchiaiate! Dovevo pur trovare qualcosa su cui spalmarlo, no?!  Così ho pensato di accompagnarla a  dei semplici biscottini di frolla... i classici occhietti di bue... ma fatti con una frolla speciale che già avevo avuto modo di sperimentare a Natale (l'ho usata per farci questi biscottini deliziosi) : la base di pasta frolla di Luca Montersino, tratta dal suo libro "Peccati di gola". Ovviamente i biscottini li potete farcire come più vi piace... io li ho fatti anche con Nutella e marmellata di lime... ma anche semplici , spolverati di zucchero a velo.
Non mi resta che lasciarvi la ricetta e augurarvi un sereno week-end!

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OCCHI DI BUE 
con Dulce de leche


per la frolla (da Peccati di Gola di L. Montersino):
200gr di farina 00
120gr di burro a temperatura ambiente
80gr di zucchero a velo
32gr di tuorlo
un quarto di bacca di vaniglia
un pizzico di sale
buccia di limone per profumare



per 25 biscotti 

Disponiamo a fontana la farina, dentro ci mettiamo lo zucchero a velo, il burro a pezzetti, il sale, la buccia di limone, i semi di vaniglia e il tuorlo. Impastiamo bene e formiamo un panetto, avvolgiamo in cellophane e mettiamo a riposare in frigorifero per almeno mezz'oretta.
Per fare questi biscotti avremo bisogno di due stampini rotondi: uno  di circa 5 cm di diametro e uno più piccolo, circa 2,5 cm.
Stendiamo la frolla allo spessore di 3 mm circa e con le formine ricaviamo 25  biscotti utilizzando il  solo stampino più grande e 25 biscotti ad anello, utilizzando lo stampino grande e asportandone il centro con lo stampino più piccolo.
Disponiamoli su due teglie imburrata o su carta da forno. Inforniamo a 180° per una decina di minuti, fino a leggera doratura.
Quando i biscotti saranno ben freddi, spalmiamo i biscotti interi con un cucchiaino di dulce de leche e adagiamoci sopra quelli con il buco, ottenendo così 25 biscotti accoppiati. Spolveriamo di zucchero a velo .




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giovedì 8 marzo 2012

Tre foto e una (torta) mimosa.

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Donna fatti saltare addosso 
in quella strada nessuno passa 
donna fatti legare al palo 
e le tue mani ti fanno male. 
Donna che non sente dolore 
quando il freddo gli arriva al cuore 
quello ormai non ha più tempo 
e se n'è andato soffiando il vento. 
Donna come l'acqua di mare 
chi si bagna vuole anche il sole 
chi la vuole per una notte 
c'è chi invece la prende a botte. 
Donna come un mazzo di fiori 
quando è sola ti fanno fuori 
donna cosa succederà 
quando a casa non tornerà...



(Mia Martini- Donna- Una donna, una storia- 1998)


Quando ho letto dell'iniziativa di Matteo Cosenza dal titolo "Tre foto e una mimosa" ho subito pensato che quest'anno la festa della donna l'avrei festeggiata eccome!
Il  direttore de Il Quotidiano della Calabria infatti ha lanciato dalle pagine del suo giornale una proposta veramente intelligente: dedicare l'8 marzo in Calabria al ricordo di tre donne calabresi molto speciali.
Giuseppina, Maria Concetta e Lea provengono tutte da famiglie mafiose. Ma nonostante questo hanno deciso di schierarsi contro le loro famiglie e di scegliere la legalità collaborando con la giustizia a costo della propria vita.  Maria Concetta è morta suicida. Lea è stata disciolta nell'acido dopo essere stata torturata e uccisa dal suo stesso marito. Giuseppina non ha più una vita. 
Tre storie, tre donne, tre madri coraggiose che hanno avuto la forza di dire no. La mia mimosa oggi ha il profumo e il sapore delle loro storie. Per non dimenticare...mai.




A loro e a tutte le donne che ogni giorno sono costrette a scelte difficili, ma anche a tutte voi che leggete spensierate questa pagina in una pausa caffè in ufficio, o tra una lavatrice e l'altra delle vostre case tranquille... a loro, a voi, a me dedico questo post e questa torta....è il mio modo di dirvi : buon 8 marzo! 


... Le feste comandate sono commerciali solo se noi vogliamo che lo siano...


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TORTA MIMOSA
dal libro "Dolci" di G.Pina

Per il pan di spagna:
70gr di farina  (io 70gr di fecola di patate)
15gr di fecola (io15gr di amido di mais)
2 gr di miele
80gr di zucchero
80 gr di uova
50gr di tuorlo
semi di vaniglia

per la crema pasticcera ricca:
25gr di panna
75 gr di latte
35gr di zucchero
25gr di tuorlo
7gr di farina ( io fecola )
una punta di cucchiaino di semi di vaniglia

per la bagna all'aurum:
100gr di acqua (io tre cucchiai)
5ogr di zucchero (io 50gr di sciroppo all'ananas)
50gr di liquore aurum (io rhum)

200gr di panna montata
un pan di spagna fatto con mezza dose di quella riportata sopra
tre fette di ananas sciroppato

le mie varianti o aggiunte le trovate come al solito in rosso 


La torta come potete vedere dagli ingredienti, prevede due pan di spagna, uno con la dose intera e uno con mezza dose che servirà per il decoro finale... per non infornare due volte ho fatto un unico pan di spagna con una dose e mezza e poi l'ho tagliato in due parti, i 2/3 per la torta e 1/3 per la decorazione.
Prepariamo il pan di spagna: Montiamo le uova intere con lo zucchero e il miele su un bagnomaria caldo o con una planetaria, quindi uniamo i tuorli e i semi di vaniglia e continuiamo a montare. Uniamo alla massa la farina miscelata alla fecola ( o la fecola miscelata all'amido ) mescolando delicatamente dal basso verso l'alto con una spatola. Versiamo in una teglia da 20-22 imburrata e infarinata e inforniamo a 190° (statico) per circa 20 minuti... sempre prova stecchino.
Prepariamo la crema pasticcera: anche in questo caso, siccome la dose mi sembrava piccola, ne ho preparata una dose e mezza, perchè a me piace ben farcita, altrimenti se volete uno strato più sottile basterà la dose descritta. Mettiamo a scaldare il latte con la panna . In una ciotola misceliamo il tuorlo allo zucchero e alla vaniglia, uniamo la fecola e mescoliamo bene, quindi versiamo a filo il latte caldo e misceliamo tutto con la frusta. Rimettiamo sul fuoco e facciamo addensare. Mettiamo a raffreddare la crema con pellicola a contatto. Quando si sarà raffreddata uniamoci 150gr di panna montata e l'ananas a pezzetti.
Montiamo il dolce: Tagliamo il pan di spagna più grande in tre strati. Se non abbiamo un anello da pasticceria, foderiamo con la pellicola la teglia che abbiamo usato per cuocere il nostro pan di spagna (lavata naturalmente...eheheheh) e usiamola per montare il dolce. Posizioniamo il primo strato si pan di spagna dentro la teglia, bagniamolo con lo sciroppo fatto con acqua, zucchero e liquore ( io invece con liquore, lo sciroppo dell'ananas e un pò d'acqua) , spalmiamolo con uno strato sottilissimo di panna ( da quei 50 gr di panna montata rimasti...) e versiamoci un primo strato di crema. Copriamo con il secondo strato di pds e ripetiamo l'operazione... bagna, panna, crema, quindi concludiamo con l'ultimo strato di pds che però dovremo bagnare prima di posizionarlo perchè è l'ultimo. Mettiamo in freezer per un'oretta. intanto tagliamo il pan di spagna più piccolo a dadini , dopo averlo privato della crosta...o almeno della maggior parte... Riprendiamo la torta e capovolgiamola su un piatto, priviamola della pellicola e rivestiamola con uno strato di panna sottile...(la camicia) quindi facciamoci aderire tutto intorno i cubetti di pan di spagna e spolverizziamo con zucchero a velo.




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Con questa ricetta partecipo al contest "The Foodbook - il libro è servito" di Polvere di Peperoncino in collaborazione con Bibliotheca Culinaria" .

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lunedì 5 marzo 2012

Doble de leche... quando il Dulce de leche si sdoppia!

Avete mai sentito parlare del Dulce de leche??? E' un dessert tipico argentino, una crema...anzi una marmellata di latte che ha un sapore molto simile alla crema mou... quella delle caramelle! L'origine di questo dolce, che come tutti i dolci superlativi e fortemente identificativi di una tradizione nazionale, è mescolata alla leggenda: sembra infatti che sia nato per caso, quando la domestica di casa de Rosas si sia dimenticata sul fuoco la lechada, una bevanda di latte e zucchero tipica argentina, la quale ha continuato a cuocere e da bevanda si è trasformata in una crema marrone. Chissà perchè quando mi scordo io le cose sul fuoco più che di capolavori la casa odora solo di bruciato! Comunque... a parte i poteri paranormali della domestica argentina, la storia è veramente curiosa... il latte che diventa crema... bisogna verificare!
A Natale la mia cognatina mi ha regalato un libro sui dolci al cucchiaio e sfogliandolo bene mi sono imbattuta proprio nella ricetta di questo dolce magico, fatto non come  avevo visto qua e là, ovvero bollendo in pentola a pressione un barattolo di latte condensato, ma con la ricetta tradizionale...e così mi sono detta: è arrivato il momento! L'unica cosa scoraggiante è il tempo di bollitura... da due a tre ore per un litro di latte...
Le due versioni che vi propongo hanno metodi e tempi di bollitura diversi: la prima è fast, con latte scremato e una consistenza più liquida, tipo miele, adatta quindi per variegare gelati, creme o cheese-cake. La seconda versione più ortodossa (ringrazio Simonetta per la consulenza in loco...ihihihi) prevede latte intero, bollitura lunga e consistenza cremosa, proprio da marmellata, da spalmare sul pane o mangiare a cucchiaiate.
Qual è la migliore? A voi l'ardua sentenza... io le adoro entrambe!


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DULCE DE LECHE (fast version)
dal libro "Dolci al cucchiaio"
Le scuole del Gambero Rosso- Vallardi ed.

1 litro di latte scremato
350gr di zucchero
mezzo baccello di vaniglia
un cucchiaino di bicarbonato


In un pentolino dal fondo spesso versiamo un cucchiaio d'acqua e due di zucchero e cuociamo fino ad ottenere un bel caramello dorato. Togliamo dal fuoco e uniamo il  latte, il resto dello zucchero, la vaniglia e il bicarbonato e rimettiamo sul fuoco, mescolando. portiamo a bollore e abbassiamo un pò la fiamma. lasciamo sobbollire così per circa un'ora e mezza, mescolando ogni 5-10 minuti, fino a che non otterremo una crema di un bel color caramello. Spegniamo, invasiamo e facciamo raffreddare. Nonostante risulti liquida, una volta raffreddata la crema acquisterà una bella consistenza . Giudicate voi!

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scioglievolezza e golosità... 








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DULCE DE LECHE (extended version...)

1 litro di latte intero
300gr di zucchero
mezzo baccello di vaniglia
un cucchiaino di bicarbonato

In un pentolino dal fondo spesso versiamo  il  latte, lo zucchero, la vaniglia e il bicarbonato e mettiamo sul fuoco, mescolando. Portiamo a bollore e abbassiamo un pò la fiamma. Lasciamo sobbollire così per circa tre ore, mescolando ogni 5-10 minuti, fino a che non otterremo una crema consistente di un bel color marrone. 


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Spegniamo, invasiamo e facciamo raffreddare. Una volta fredda la crema si ispessirà ulteriormente prendendo la consistenza di una marmellata.

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consistenza più cremosa, ideale da spalmare!
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venerdì 2 marzo 2012

Baumkuchen Torte... quando un classico cioccolatoso si fa chic!

La Baumkuchen Torte è un dolce di tradizione tedesca. La sua invenzione sembra sia avvenuta nella città di Salzwedel e risalga addirittura alla metà del Cinquecento, anche se il suo successo nelle pasticcerie d'Europa e del mondo arriva solo nel XIX secolo. 
La particolarità di questa torta è che si presenta come un insieme di stratificazioni di pasta, ricoperte di glassa al cioccolato, dovute a un metodo di cottura molto particolare: la torta cuoce in forno sotto il grill, uno strato alla volta che si va a sovrapporre al precedente come una sorta di torre di crépe.
La pazienza è fondamentale in questa preparazione, ma il risultato premierà la nostra virtù: la torta è chicchissima, lineare e senza fronzoli pur essendo ugualmente golosa e delicata. 
La mia versione è naturalmente senza glutine... per chi invece non ha problemi di salute, può sostituire la fecola di patate con uguale quantità di farina 00.
I miei figli hanno molto apprezzato ...e stavolta anche io!

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BAUMKUCHEN TORTE

160gr di burro morbido
160gr di zucchero
100 gr di fecola di patate
60gr di amido di mais
4 uova
un cucchiaio di cacao
scorza di limone

per la ganache: 
100 ml di panna
60gr di cioccolato fondente
40 gr di cioccolato al latte
cioccolato fondente in scagliette

per una teglia da 20-22

Montiamo il burro con lo zucchero fino a che non diventa una crema morbida e chiara ( a pomata), quindi uniamo uno alla volta i tuorli , continuando a montare il composto. Misceliamo la fecola e l'amido e aggiungiamole al composto, quindi a parte  montiamo a neve gli albumi con una.due gocce di limone (serve a stabilizzarli) e uniamo anch'essi delicatamente all'impasto  in due volte, mescolando bene dal basso verso l'alto con una spatola o un cucchiaio di legno. 
Dividiamo il composto in due ciotole:alla prima uniamo un cucchiaio di cacao, alla seconda la scorza di limone grattugiata.
Imburriamo e infariniamo la teglia e versiamo un paio di cucchiai del composto bianco. Mettiamo in forno caldo a 200° ma con acceso solo il grill (ovvero la resistenza superiore) per 2-3 minuti.... La nostra frittatine deve solo dorare, senza colorarsi eccessivamente. Tiriamo fuori la teglia e versiamoci sopra un paio di cucchiai di composto al cacao, livelliamo bene e rimettiamo in forno. Procediamo così, alternando i composti fino a che non finiamo l'impasto.
Prima di sformare la torta facciamola raffreddare bene, quindi poniamola su una gratella.
Intanto prepariamo la ganache: mettiamo a bollire la panna, appena fa i primi sbuffi versiamoci dentro i due cioccolati grattugiati grossolanamente e mescoliamo vigorosamente, fino a ottenere una bella crema densa e scura. Versiamo la ganache sulla torta e facciamo asciugare un pò, quindi decoriamo i lati con le scagliette di cioccolato.
Le leggi della pasticceria vogliono che il cioccolato solidifichi fuori dal frigo... ma ormai lo sapete, io sono una fuorilegge...quindi dopo averla decorata l'ho messa in frigo per mezz'ora, per fare solidificare in fretta la ganache e poterne assaggiare una fetta!

Buon week-end!

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Questa ricetta partecipa al contest di : In punta di ColtelloDolci & delizie di GiusyIl Mio saper fare 





E per finire un saluto speciale....


"Se io fossi un angelo 
chissà cosa farei 
alto, biondo, invisibile 
che bello che sarei 
e che coraggio avrei 
sfruttandomi al massimo 
è chiaro che volerei 
zingaro libero 
tutto il mondo girerei...
 
....io so che gli angeli sono milioni di milioni 
e che non li vedi nei cieli ma tra gli uomini 
sono i più poveri e i più soli 
quelli presi tra le reti 
e se tra gli uomini nascesse un ancora Dio 
gli ubbidirei amandolo a modo mio 
a modo mio..."
Lucio Dalla   ( 04 marzo 1943- 01 marzo 2012 )
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