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giovedì 12 gennaio 2012

In bianco e nero: riso venere e cavolfiore.

Il bianco e il nero. Ci avete fatto mai caso quanto siano affascinanti questi due colori e quanti significati racchiudano...? Ho sempre pensato che bianco, nero e rosso siano i colori che mi rappresentino di più... tanto che (ci avete mai fatto caso?...) sono i colori del mio blog.
Bianco è luce, è bene, è donna , è verità, è antico....
Nero è buio, è male, è uomo, è inganno, è nuovo....
Quante dicotomie si potrebbero fare sulla simbologia di questi due colori... che rappresentano gli opposti della vita, i punti estremi di una situazione... Ma nella loro estremizzazione mi spingono a riflettere .... E in mezzo cosa c'è? Cosa c'è tra il bianco e il nero?... Tra la luce e il buio... tra il bene e il male, o la donna e l'uomo... o la verità e l'inganno, il nuovo e l'antico? C'è un'infinita serie di sfumature, di mezze misure, di compromessi, di mezze verità... C'è l'ombra, la semioscurità, il bagliore accennato dell'alba...o la luce calda del crepuscolo... C'è la mia verità, la tua verità, la sua verità...

Ho sempre pensato che bianco, nero e rosso siano i colori che mi rappresentino di più....
Bianco è luce, è bene, è donna , è verità....
Nero è buio, è male, è uomo, è inganno....
Rosso è per ricordarmi quante infinite sfumature  ha la vita.


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CREMA DI RISO VENERE 
con vellutata di cavolfiore

250 gr di riso venere
200 gr di cavolfiore
50 ml di panna da cucina
100 ml di latte

La ricetta è molto semplice: mettiamo a bollire il riso venere in acqua salata abbondante, fino a ottenere un chicco morbido, quindi frulliamo con un mixer a immersione, aggiungendo eventualmente altra acqua calda, fino ad ottenere una crema.
Intanto facciamo bollire il cavolfiore con il latte e mezzo bicchiere d'acqua, saliamo e portiamo a cottura, uniamo la panna e frulliamo il tutto con il mixer.
Mettiamo uno strato di vellutata di cavolfiore  in un piatto, quindi la crema di riso venere e decoriamo con la vellutata .


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con questa ricetta partecipo al nuovo appuntamento mensile con le mie amiche Valentina e Cinzia e il loro contest dedicato ai colori, che per gennaio riguarda le ricette in  bianco e nero "BLACK AND WHITE TOTAL CHIC"

GENNAIO: BLACK AND WHITE TOTAL CHIC
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martedì 10 gennaio 2012

Pan Brioche senza impasto ... ma gluten free!

Da quando questo post è stato pubblicato, sul food web non si è parlato d'altro...: una brioche che non si impasta non è cosa da poco...!  Anche io sono stata colpita dalla sofficità che traspare dalle foto e soprattutto dalla possibilità di fare un pan brioche con un'"impastatina veloce" e senza macchinette e impastatori vari, o pieghe pieghe e pieghe....
In molte l'hanno provato a fare... e hanno avuto ottimi risultati...ma  a convincermi è stato vedere il pan brioche di Dauly...( e anche un pò la mia pigrizia!) E così mi sono detta: proviamo! Memore di quello che ho promesso qui però ho deciso di farlo senza glutine, adattando la ricetta.
Il risultato non è stato affatto male, considerando che non esiste una farina forte senza glutine, che corrisponda alle caratteristiche della Manitoba. Appena sfornato il pan brioche è abbastanza soffice, ben alveolato. Poi si asciuga un pò, ma si mantiene bene, tipo un pan carrè. Nei giorni seguenti l'ho riscaldato sulla piastra, tipo pane bruschettato, e l'ho spalmato con marmellata per la colazione. Il sapore è molto gradevole e rappresenta una valida alternativa ai vari pani dolci comprati in farmacia.



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PAN BRIOCHE gluten free

250 g di farina B.aglut
100 g di burro fuso freddo
75 g di acqua a temperatura ambiente
50gr di latte tiepido
2 uova medie a temperatura ambiente
50 g di miele 
1 punta di cucchiaino di sale
un cucchiaino di lievito disidratato consentito
un tuorlo e qualche cucchiaio di latte per spennellare
granella di zucchero (controllate bene gli ingredienti...che non contenga amido di frumento!)

Per il procedimento vi riporto le parole di Tuki...
"Unire in una ciotola di vetro piuttosto capiente le uova leggermente battute, il miele, l'acqua, (io anche il latte ), il sale ed il burro fuso e mescolare bene con una frusta fino a rendere omogeneo il composto. Aggiungere la farina precedentemente mescolata con il lievito disidratato e lavorare brevemente con una forchetta fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo. Coprire con pellicola e lasciare 2 ore a temperatura ambiente prima di riporre in frigorifero, dove dovrà riposare almeno 24 ore o fino 5 giorni ".

Io l'ho lasciato per quasi due giorni, poi la sera l'ho ripreso, l'ho diviso in 8 palline e le ho sistemate in uno stampo da plumcake imburrato e infarinato e coperto con un tovagliolo umido, come consiglia Tuki. L'ho lasciato a lievitare a temperatura ambiente per una notte, la mattina l'ho spennellato con il tuorlo sbattuto con qualche cucchiaio di latte e decorato con la granella di zucchero. Ho infornato a 180° per 15 minuti e poi ho abbassato a 160° per non farlo colorare troppo e ho ultimato la cottura...prova stecchino sempre.

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lunedì 9 gennaio 2012

Stocco "a ghiotta" ovvero quando lo stufato mette il turbo...

Avete mai fatto caso che in questo blog di carne ne vedete poca e niente? No... non sono vegetariana! Ci mancherebbe altro... oltre a essere celiaca anche vegetariana sarebbe veramente troppo! No... è solo che non amo tanto cucinare la carne... Preferisco i primi e il pesce... oltre ovviamente ai dolci. O meglio... diciamo che non è esattamente così... in realtà è che io la carne vera, quella rossa insomma, non la so cucinare...non conosco i tagli giusti per fare cosa... so fare solo cotolette, polpette, polpettoni, rollè e spezzatini, ihihihihi! Ecco. L'ho detto! Quindi, siamo proprio al minimo sindacale.
Non che sia un problema... ho sposato un pastaro  con il quale ho fatto figli pastari (esclusa la Principessa Rock che adora la carne...ma ai bimbi, si sa, dai cotoletta e patatine e ti fanno una statua...) e che  in fatto di carne ama le cose semplici: una bella bisteccona ai ferri o una tagliata a modo suo ed il più felice degli uomini.
Fatta questa premessa potrete immaginare il mio stato d'animo quando Eleonora, una delle mie più care amiche blogger, ha indetto un contest che ha per tema lo stufato! Che fare??? Io e la carne come vi ho detto, abbiamo una relazione complicata tra i fornelli... un pò di meno dentro il piatto. E allora? Stufato fa rima con manzo, vitello e altri tagli che non ho nemmeno idea di come si chiamino... tipo codata... o cose del genere...credo... E allora non se ne fa nulla... con mio grande dispiacere.
Poi arriva il Natale... è la vigilia e ceniamo da mia suocera... si cucina tutto a base di pesce... Un pomeriggio in cucina, io e mia cognata Rosaria detta "più veloce della luce", a preparare per 15. Menù del giorno: antipasti vari, zeppole all'acciuga, linguine con le cozze, cozze al gratin, pepata di cozze ( e chevidevodì... ci piacciono le cozze!), baccalà fritto, anelli di calamaro e poi lui... lo stocco "a ghiotta".
Non tutti sanno... o forse si... che il pesce stocco ( o stoccafisso) e il baccalà sono la stessa cosa: si tratta sempre di merluzzo che nel primo caso viene conservato mediante essiccazione, mentre per il baccalà si ricorre alla salatura. Lo stocco occupa sempre un posto di rilievo nel menù della vigilia... Sembra che il suo consumo qui in Calabria risalga addirittura al Cinquecento. Anche a casa mia è quindi tradizione mangiarlo... una tradizione che non sempre ho amato. Da piccola infatti mi disgustava solo sentirne l'odore... e ogni volta che aprivo il frigo e lo vedevo immerso nell'acqua, se pur coperto dal cellophane, scappavo via. Oggi invece è uno dei pesci che più amo...specie cucinato a "ghiotta". Lo sapete che anche questo intingolo, la ghiotta, è antichissimo? Sembra abbia origine araba! Si tratta di  una preparazione a base di pomodorini, capperi, olive, cipolla (o aglio...), basilico o prezzemolo che si usa spesso per accompagnare i pesci al trancio. Esiste anche una versione più ricca che prevede anche l'aggiunta di pinoli e uvetta. Con lo stocco poi, si arricchisce anche di patate a tocchetti... Il tutto si cucina in umido... con coperchio e a fuoco lento...proprio a mò di stufato. Trovato! Ecco il mio stufato di pesce! Non cuocerà ore e ore come lo stracotto d'asino...ma anche lui ha il suo perchè! Allora eccovi il mio stufato turbo....Lo stocco a ghiotta!




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STOCCO A GHIOTTA

700gr di pesce stocco (stoccafisso) già ammollato
un barattolo di Pomodorini CIRIO
un pugno di olive nere
mezza cipolla 
capperi a piacere
prezzemolo e peperoncino
olio EVO
800gr di patate

per 4 persone

In un tegame basso versiamo tre  cucchiai d'olio EVO, la cipolla tagliata finemente e i pomodorini . Facciamo cuocere per un paio di minuti, regoliamo di sale e uniamo i capperi dissalati, il peperoncino (in questo caso la quantità dipende dalla sopportazione...) e schiacciamo i pomodorini con una forchetta. Continuiamo ancora per qualche minuto la cottura, quindi  uniamo le patate tagliate a tocchetti e mezzo bicchiere d'acqua, mescoliamo bene, abbassiamo la fiamma e copriamo col il coperchio. Facciamo andare per un quarto d'ora circa, quindi uniamo lo stocco tagliato a pezzi non troppo grandi , amalgamiamo bene e copriamo nuovamente con il coperchio senza aggiungere acqua. Continuiamo la cottura per altri 15 minuti, uniamo le olive e il prezzemolo e ultimiamo la cottura (5 minuti circa). Serviamo tiepido.

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con questa ricetta partecipo al contest di Eleonora del blog " Burro e Miele", in collaborazione con Gualtiero Villa e Teatro 7.


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venerdì 6 gennaio 2012

La Pavlova di Csaba o quasi... e buona Epifania!

L'Epifania, si sa, tutte le feste se le porta via! Non potevo mancare, nonostante l'influenza post -capodanno, proprio oggi per farvi gli auguri di un buon rientro alla vita di tutti i giorni!
Care amiche befane.... siete stanche???? Fatto lo straordinario stanotte??????? Le calze le avete ben riempite? E il mio collant 40den appeso all'albero, perchè è rimasto vuoto???? Eheheheh...E il mio sms l'avete ricevuto????
Eh già... perchè ogni anno mando alle mie amichette del cuore un messaggio di auguri per la "loro festa".... porelle sono così stanche della nottata passata sulla scopa a volare di qua e di là che è giusto confortarle un pò... Messaggio che mi ricambiano puntualmente con altrettanta veemenza...ahahahah!
Scherzi a parte... come sono andate le vostre feste? Le mie molto tranquille: ho cucinato tanto, ho mangiato tanto e ho fatto le ore piccole a Capodanno con tutta la family a giocare a Tombola, al Mercante in fiera (gioco in cui ho perso la voce... mi fanno sempre fare il banditore!) e ai tradizionali giochi di carte. Dimenticavo... ho anche brindato con lo Champagne chiccoso di Ornella Ammodomio ( pensate che ho dovuto sudare sette camicie per convincere mio cognato...restio a festeggiare il nuovo anno brindando francese... per lui esiste solo lo spumante nostrano! ) e aperto l'anno con tante risate grazie ai bigliettini dei miei biscotti cinesi della fortuna che avevo preparato (ben 25!) per l'occasione.
Oggi per concludere i festeggiamenti vi propongo un dolce chiccosissimo, firmato da una food writer altrettanto chic .... Csaba della Zorza. In occasione del contest di Ely bisognava scegliere una delle sue ricette e riprodurla e io ho scelto la Pavlova... ma con qualche piccolo cambiamento riguardante la frutta di accompagnamento: Csaba ci propone prugne e pere...io ho scelto ananas e cachi, per cui la sua Pavlova in rosso, nella mia versione è diventata in arancione.... Vi riporto la ricetta originale con i miei cambiamenti in arancione... A presto e buon rientro a tutti!


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PAVLOVA rossa
con cachi e ananas

per 8 persone 


150 g di albume
(circa 5 uova)
150 g di zucchero semolato
superfine
150 g di zucchero a velo

per la frutta sciroppata:
4 prugne rosse   3 cachi
3 cucchiai di zucchero
2 piccole pere   mezzo ananas fresco
2 cucchiai d’acqua
4 cucchiai di miele liquido chiaro


Prepara i gusci di meringa 1 giorno o 2 prima. Accendi il forno a 105°C e prepara una teglia grande rivestita
di carta da forno.
Metti i bianchi d’uovo in una ciotola pulita e asciutta. Unisci lo zucchero con lo zucchero a velo in un piatto,
mescolali insieme, poi versa i due terzi del composto di zuccheri insieme agli albumi. Monta a neve ben
ferma con un frullino elettrico. Monta per circa 5 – 7 minuti.
Con uno spargizucchero, versa il terzo di zuccheri rimanenti sui bianchi montati a neve. Fai questa
operazione in due volte, amalgamando ciascuna volta delicatamente, usando una spatola in silicone. La
meringa diventerà lucida e compatta.
Trasferisci la meringa cruda in una tasca da pasticciere senza bocchetta. Taglia la punta in modo da creare
un’apertura di circa 2 centimetri, poi crea 8 nidi di meringa (lasciando il buco al centro) sopra la teglia
rivestita di carta forno.
Inforna così per 75 minuti. Togli dal forno, lascia raffreddare e poi conserva in un mobiletto sino al
momento di usare le meringhe.
Prepara la frutta. Taglia le prugne i cachi a spicchi ed elimina il nocciolo a dadini, dopo averli sbucciati. Mettili in una padellina con lo zucchero e falli cuocere a fiamma moderata per circa 5 – 7 minuti, il tempo che diventino morbidi e sciropposi. A
parte, taglia le pere l'ananas a dadini e mettilo in una casseruolina con l’acqua. Cuoci per circa 8 minuti, sino a che sarà ammorbidito, poi irroralo con il miele.
Unisci le pere alle prugne i cachi all'ananas e usa un cucchiaio per trasferire al centro di ogni pavlova il composto di frutta cotta e lo sciroppo di prugna rosso di cachi.


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Con questa ricetta partecipo al contest di Ely.

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