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venerdì 21 ottobre 2011

CensiBLOG.... ovvero il censimento dei blog...ma quanti siamo?

E' già da un pò che ci penso... forse sull'onda del censimento nazionale, forse perchè ogni giorno ne scopro di nuovi e di vecchi....Ma quanti foodblog italiani esistono? E se ci contassimo? Se facessimo un censimento di tutti i foodblog esistenti, con anno di nascita, nome del proprietario e link? Alla fine si potrebbe creare un pdf scaricabile che rappresenterebbe una fonte di notizie non solo per noi blogger, ma anche per aziende e giornalisti del settore.... Che ne dite?
Se vi piace la mia idea, mandatemi i vostri dati entro il 31 dicembre 2011 31 gennaio 2012 come commento a questo post, precisando:

  1. nome del blog
  2. nome dell'amministratore
  3. link del blog
  4. anno di nascita del blog
  5. città o regione (o nazione per i blogger italiani emigrati)*


* Come vedete ho aggiunto oggi 6 /12/2011 anche questa voce, la città o regione di provenienza. Era già da un pò che ci pensavo....ma a censiblog ormai avviato mi era parso ormai tardi inserirlo....Poi supportata da i commenti  di alcuni blogger , sia qui che su fb, mi sono detta : facciamolo! Mi è sembrato troppo interessante cercare di fare anche una mappa  geografica dei blog... per cui da oggi in poi pregherei chi si registra di lasciare anche questo dato. PER I BLOG GIA' REGISTRATI, provvederò personalmente a ricercarne la provenienza attraverso i blog stessi, altrimenti saranno contattati in altro modo (mail, fb, commenti...). GRAZIE A TUTTI!

Per diffondere questa iniziativa anche presso i vostri amici blogger, e gli amici degli amici e così via, ho creato un bannerino che se vi va potrete esporre  nella colonna laterale del vostro blog , linkandolo a questo post.
Creerò anche una pagina qui, dove potrete vedere i nomi dei blog già registrati man mano che me li inviate.
Spero che aderirete in tanti: sarebbe bellissimo riuscire a inserire tutti! 



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mercoledì 19 ottobre 2011

Zeppolette di zucca take-away

E oggi ta-dan..... Take away! Come cos'è??!!E' in nuovo modo trendy di mangiare! Come cosa significa trendy??!! Ma sei proprio out! Come cosa significa out??!! Non è possibile! Ma l'inglese lo conosci??!!
Take away, ovvero prendi e porta via....è il cibo che si può consumare in giro, a lavoro, al parco, per strada...  Ma dai sono cibi divertenti e sfiziosi che si possono consumare anche in piedi! Come tu non mangi nulla sei non sei seduto a casa tua??!! Hai presente quei cibi da pic-nic? Come odi le posate di plastica??!! Ma sono carinissime, dai! Comunque puoi mangiare anche senza... ci sono i tovaglioli di carta, gli spiedini... Hai presente i cibi che si comprano in giro e si mangiano sul posto? Chessò, a New York  ci sono i venditori di hot-dog.... hai presente??? Come dici? Tu sei calabrese e al massimo ti mangi le zeppole ??? Buona idea....! E zeppole siano....ma take away! 
Dedico questo sfizio salato calabrese a un'amica peperina calabrese doc... Mariagiovanna questa è per te e per la tua simpaticissima mamma Mimma!



ZEPPOLETTE DI ZUCCA


500gr di farina 00
500gr di zucca al netto degli scarti
400ml di acqua tiepida 
12 gr di lievito di birra
2 cucchiaini di sale 

olio per la frittura (io uso quello di mais)



Tagliamo la zucca a dadini e facciamola bollire in 400 ml di acqua. Quando la zucca sarà cotta, scoliamola dal liquido (che conserveremo per l'impasto delle zeppole) e frulliamola. Versiamo 200ml dell'acqua di cottura della zucca in un bicchiere graduato e sciogliamoci dentro il lievito  mescolando bene.Mettiamo la farina in una ciotola capiente, uniamo la purea di zucca  e versiamo l'acqua a filo, impastando bene con una forchetta e poi con le mani, fino ad unire e lavorando vigorosamente  la pasta. Uniamo i rimanenti 200ml di acqua di cottura, non necessariamente tutta: la pasta dovrà avere una consistenza abbastanza morbida ed elastica.quindi uniamo il sale. Finiamo di impastare e sigilliamo la ciotola con del cellophane e volendo anche una bella coperta di lana (...il caldo non è mai troppo in questi casi!).


Facciamo lievitare per circa 2 ore , quindi friggiamo la pastella a cucchiaiate ( magari aiutandoci con due cucchiai) tuffandola nell'olio bollente, girando le zeppole quando risalgono a galla. 
Vi consiglio di prendere poca pastella alla volta perchè l'impasto gonfia molto in cottura, quindi si corre il rischio che non si cuociano bene all'interno. Quando diventeranno di un bel colore ambrato sono pronte! Gustarle calde sono il massimo... ma anche fredde sono golosissime!







con questa ricetta partecipo al contest sul take away  di Imma di Dolci a go-go.
Prelevate con il copia e incolla il banner
e al contest di Ramona di Farina, lievito e fantasia.

Contest Ballarini



e a quello di Sulemaniche



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martedì 18 ottobre 2011

Mini-cake zucca e pinoli con curd di zucca.

 E' ufficiale: l'autunno è tornato! Dopo settimane di caldo africano alternato a freddo siberiano, il tempo qui al sud sembra essersi stabilizzato: la sera ci vuole il giubbottino ma di giorno il sole ci bacia i balconi.
La natura si veste di rosso e arancio, e marrone e oro. E anche i frutti di questa stagione sembrano rispecchiare gli stessi colori. Cominciamo allora dall'arancione.... arancione come la zucca!




MINI-CAKE  ZUCCA E PINOLI
con curd di zucca

per le cakes
3 bicchieri di farina 00
3 uova
1 bicchiere e mezzo di yogurt 
mezzo bicchiere di purea di zucca
1 bicchiere e mezzo di zucchero
mezzo bicchiere di olio di semi di mais
mezzo cucchiaino di zenzero in polvere
due cucchiai di pinoli
una bustina di lievito

per il curd di zucca
3 uova
 5 cucchiai di purea di zucca
mezzo cucchiaino di zenzero in polvere
60gr di burro
1 cucchiaio di fecola di patate
150gr di zucchero


Per la zucca curdprepariamo un bagnomaria e nel pentolino superiore ci mettiamo il burro a sciogliere, quindi uniamo le uova leggermente battute  con lo zucchero, la purea di zucca e lo zenzero.Cuociamo, mescolando, per 10 minuti quindi uniamo la fecola ben setacciata e facciamo addensare. Conserviamo in frigo per un paio d'ore. 
Per le cakes: montiamo le uova con lo zucchero per almeno 7 minuti con un frullino, finché non diventano spumose e di colore giallo chiaro. Aggiungiamo al composto lo yogurt , la purea di zucca e l'olio a filo. Quando tutti i liquidi si saranno ben amalgamati, possiamo aggiungere le polveri, ovvero la farina miscelata al lievito e allo zenzero. Vi ricordo che tutto questo lo dobbiamo fare senza smettere di montare con la frusta elettrica o col frullino. Infine uniamo i pinoli: l'impasto è pronto. 
Versiamo l’impasto in sei cocotte imburrate e infarinate e inforniamo a 180° per circa mezz'ora.
Vi ricordo che una delle regole fondamentali della cottura in forno è quella che il forno DEVE raggiungere quella certa temperatura prima di introdurre la teglia, ovvero la lucina rossa del nostro forno che ci segnala la temperatura si deve spegnere, altrimenti la torta o qualunque altra cosa non lieviterà come deve! Inoltre i minuti di cottura sono sempre indicativi, quindi il nostro occhio vigile e un pizzico di esperienza ci devono guidare nella cottura delle nostre squisitezze e infine non dimentichiamo la prova stecchino che ci segnala più di ogni altra la cottura perfetta!

Sforniamo le nostre mini-cakes e lasciamole raffreddare un po' prima di toglierle dagli stampi altrimenti rischiamo di romperli.  Accompagniamole con un cucchiaio di curd di zucca e buona merenda!













con questa ricetta partecipo al contest di Ramona di Farina, lievito e fantasia.

Contest Ballarini

e a quello di Sulemaniche

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lunedì 17 ottobre 2011

Succo di pera bio, Yummy magazine e il pero di Salvatore

Quest'estate, in agosto, ho pubblicato un post a cui tengo molto, con la ricetta del succo di pera bio. Qualche giorno fa quella ricetta è stata pubblicata sul nuovo numero del giornale francese YUMMY ( mi trovate a pagina 24), on-line già da qualche giorno. E così ho pensato di riproporvi l'intero post... per tutti quelli che in agosto erano in qualche bellissima isola a farsi l'abbronzatura integrale ihihihih...e se lo sono perso.









IL PERO DI SALVATORE


Salvatore voleva la robba, voleva QUELLA robba. Avrebbe fatto di tutto pur di comprarla, avrebbe trovato i soldi in qualche modo.... anche vendendo tutta la rrobba che aveva in paese. Certo quella terra, lì sulla montagna, sarebbe stata difficile da coltivare... era aspra e dura... proprio come lui. Salvatore era forte e testardo e niente lo spaventava, nemmeno quella montagna. E poi quella rrobba,  proprio  come lui,  nascondeva un tesoro, una ricchezza immensa: a San Giovanni c'era l'acqua .









Salvatore e Maria, sua moglie, lavoravano sodo su quella terra e la montagna aspra e dura diventò terra fertile e terrazze e armacìe (muri a secco in pietra), pietra su pietra, trasportata sulle spalle e sulla testa, e piante e frutti e galline e una pecora. Salvatore costruì  anche una caseddha ( casetta in legno e lamiera ) su quella rrobba perchè andavano presto la mattina a coltivare e ci trascorrevano la giornata...

Salvatore si alzava presto, molto presto, e lavorava al doppio binario... poi quando finiva di lì andava a San Giovanni, a piedi dal paese. Maria saliva col cupeddhu (cesta) in testa e quando Peppino era piccolo, nel cupeddhu ci metteva pure lui.
Maria e Salvatore avevano sei figli , due maschi e quattro femmine...Domenico, il maggiore, Antonia che lavorava come un masculu, Peppino, Betta e le gemelle, Angelina e Mariuzza:  lei, Maria,  faceva il pane e a mezzogiorno, quando il sole era alto nel cielo e le fronti grondavano sudore, tagliava il pane a metà, prendeva i pomodori dalla pianta, li spaccava in due, una cipolla, sale e poco olio...perchè costava caro... e ci cunzava il pane... una bevuta alla fonte dell'orto e poi Peppino si arrampicava  sul pero, in alto in alto, raccoglieva le pere e le lanciava giù... e via a morsi.




Salvatore ci ha lavorato tutta la vita in quella robba... e  Peppino.... e i figli di Peppino... e oggi anche i figli dei figli di Peppino... i miei figli. La storia del nonno Salvatore e della nonna Maria, Peppino la racconta oggi ai suoi nipoti, quando  se li porta in campagna  a vedere gli alberi e la frutta. Per lui il tempo che dedica a quella rrobba è sempre troppo poco... e si rammarica di non essere riuscito a mantenere tutti gli alberi e le piante che aveva piantato suo padre, nonno Salvatore. Il pero  è sempre lì... e Santina, sua moglie e mia suocera, con quelle meravigliose pere dell'albero di nonno Salvatore ci prepara i succhi di frutta senza porcherie... così i bimbi possono bere la frutta vera a merenda o a scuola. Peppino si arrampica ancora in alto in alto e raccoglie le pere e le lancia giù... e i bimbi via a morsi...  come allora, come quando erano tutti insieme, come quando era tutto rigoglioso e il sudore rigava il volto di nonno Salvatore sotto il sole di mezzogiorno.













SUCCO DI PERA BIO
un kg di pere, senza buccia e scarti
120gr di zucchero
600 ml di acqua
il succo di mezzo limone

Mettiamo in una pentola le pere, l'acqua e il succo di limone. Facciamo bollire per qualche minuto quindi uniamo lo zucchero e continuiamo la cottura per altri 30-35 minuti, da quando ricomincia a bollire. Frulliamo bene e invasiamo ancora bollente.
Se lo consumiamo entro un paio di giorni, basta tenerlo in frigo, altrimenti le bottigliette di succo vanno sterilizzate, facendole bollire, dopo avere invasato il succo, per 45 minuti.


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