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venerdì 1 luglio 2011

Alla fiera del ...sud (ma anche Fud!): stiamo lavorando per voi...

Oggi niente ricetta. Oggi vi regalo un pò della mia terra, la Calabria, attraverso pochi scatti fatti sabato scorso alla fiera che per la prima volta si è tenuta nel mio paese, Scilla.
C'erano molti stands... ma quelli che hanno attirato la mia attenzione sono stati naturalmente quelli di prodotti tipici: salumi, formaggi, aromi, vini, olio e tanto di più che  vi farò scoprire prestissimo grazie al progetto Gente del Fud, che potrete fruire da settembre. Intanto godetevi queste immagini... Buon week-end!

ecco il re della nostra cucina....




I vini della Costa Viola...



soppressata...

assaggiare per giudicare...la 'nduja in tubetto!



i formaggi...


i salumi....


bottiglie decorate e scultura dell'associazione di arte e cultura  " Il Giardino delle Maioliche"





e infine solo per i vostri occhi, in diretta, la produzione del sapone all'olio d'oliva secondo un metodo  millenario
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mercoledì 29 giugno 2011

Per un aperitivo chic o un secondo sfizioso : i frittelli i sciuri


Se c'è una cosa che mi annuncia l'arrivo della bella stagione è mia suocera che fa le frittelle di sciuri o sciurilli! Cosa sono i sciuri? Sono i fiori della zucchina o della zucca. Che bello vederli fare capolino dal cestino, appena raccolti da mio suocero, con quel colore arancio allegro e luminoso. Il momento ideale per raccoglierli è al mattino presto, perchè sono aperti in tutto il loro splendore e cucinarli al più presto possibile poiché sono molto delicati. Se come me, avete la fortuna di trovarli BIO, passateli velocemente sotto l'acqua, liberateli dai filamenti verdi esterni, vicino alla corolla e tamponateli con carta assorbente, nulla più. Non togliete il pistillo, che erroneamente molti dicono sia amarognolo.... io lo mangio da una vita e devo dire che lo trovo molto saporito. 
I fiori di zucca possono essere cucinati in molti modi: sono un ottimo condimento, saporito e leggero per gli spaghetti, al forno gratinati, con mollica e mozzarella.... ripieni di carne o di ricotta e alici.... ma il modo più goloso di tutti è farne delle sfiziosissime frittelle! Buone come antipasto o aperitivo, o ancora come secondo poco impegnativo.... a casa mia finiscono prima ancora di metterle a tavola! 









FRITTELLE DI SCIURI 

( frittelle di fiori di zucchina o zucchino che dir si voglia!) 


25-30 fiori di zucchina ( se sono di zucca ne bastano 20) 
100gr di farina
50 gr di grana grattugiato 
un ciuffo di basilico e uno spicchio d'aglio tritati finemente
 pepe nero acqua q.b. (dobbiamo ottenere una pastella densa...) 
Sale 
mezzo cucchiaino di bicarbonato di sodio 


Puliamo i fiori e tagliamoli a pezzetti non troppo piccoli (ogni fiore in tre...), quindi cospargiamo con un pizzico di sale. Lasciamoli riposare qualche minuto, quindi uniamo il basilico e l'aglio tritati, il pepe nero, il grana , la farina e il bicarbonato, misceliamo e quindi uniamo a filo l'acqua, mescolando bene il tutto, fino ad ottenere la consistenza desiderata. Facciamo riposare la pastella in frigo per un'oretta, quindi tiriamola fuori e friggiamo a cucchiaiate in olio bollente, girando appena si colora. Facciamo assorbire l'olio in eccesso su carta da fritto e serviamo caldissime! 


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lunedì 27 giugno 2011

Linguine "cu cciuffu" del pesce spada.

In primavera i pescatori dello stretto di Messina sono in fermento: nella costa calabrese, da Bagnara a Scilla, a Villa S. Giovanni con i primi caldi arriverà l'ospite più atteso, il re del mare Tirreno, u Pisci per antonomasia... il pesce spada, che dall'oceano Atlantico si dirige verso il Mediterraneo in cerca di temperature più calde, favorevoli alla riproduzione. 
La pesca del pesce spada ha radici antichissime: sembra risalga addirittura alla preistoria. Polibio, illustre viaggiatore e storico greco vissuto nel II sec. d.C., è uno dei primi testimoni oculari della pesca del pesce spada e ne descrive le modalità che rimarranno fedeli per secoli: una barca a remi, il luntri, dotata di un albero su cui un marinaio fa da vedetta, avvista il Pesce e con la forza delle braccia di due rematori, parte all'inseguimento. Sulla prua il lanciatore è pronto con la sua arma: una lunga lancia che finisce con un arpione, pronto a scagliare il colpo fatale. Ma il Pesce diventa umano: sente, vede, capisce. La pesca diventa una lotta tra pari. Il pescatore è cosciente del fatto che la vittoria nei confronti del suo nobile avversario sarà frutto non solo della propria abilità, ma del fatto che come uomo è destinato ad essere eterno vincitore... ma questo non sminuisce affatto il rispetto e il timore per il valoroso antagonista. 
Ancora oggi la pesca avviene con le stesse regole e con lo stesso spirito. La tecnologia ha mutato il luntri in un’imbarcazione più moderna, la passerella. Si tratta di un peschereccio dotato di un lungo rostro di circa 35m su cui il lanciatore continua a sostenere la sua perenne sfida che si tramanda da padre in figlio e di un albero di 30 metri dove c'è la vedetta. Le forti braccia dei rematori sono state sostituite dai cavalli dei potenti motori, ma lo spirito di chi fa questo mestiere è rimasto immutato. 
Da aprile a giugno il pesce spada vive la stagione dell'accoppiamento e segue la propria compagna nelle coste calabresi, dove viene a deporre le uova. Il pesce innamorato diventa vulnerabile: il maschio è fedele alla propria femmina, fino alla morte. Per questa debolezza viene catturato con l'astuzia: lo spada viaggia sempre in coppia e il pescatore lo sa. Punta prima alla femmina: la colpisce e la lascia in mare perchè il maschio, sentendone l'odore non si allontanerà dalla propria compagna e diventerà facile preda, vittima della sua stessa natura. 

Oggi per voi una ricetta che esalta una delle parti più pregiate di questo pesce: 'u cciuffu ovvero la parte anteriore della testa, immediatamente sopra gli occhi, le cui carni sono più grasse dei tranci, ma anche più morbide e saporite. Durante il feudalesimo il ciuffo e la "bbotta", il punto in cui si l'arpione si conficcava con la carne del pesce, erano diritto esclusivo del barone. Con il tempo e la caduta dell'istituzione feudale, queste venivano date a turno a ogni componente della ciurma e il pesce veniva venduto privo di tali parti. Oggi, nell'epoca del benessere e della modernità, le giovani generazioni di pescatori non sempre rispettano queste tradizioni  e sul bancone della pescheria il  pesce si può trovare  integro.







LINGUINE CU' CCIUFFU RU PISCI SPATA

500 gr di  pesce spada (ciuffo)
800gr di sugo di pomodoro
una cipolla di Tropea
olio EVO
sale, peperoncino, basilico

In un tegame capiente mettiamo a scaldare un paio di cucchiai d'olio e facciamo abbrustolire i pezzi di pesce da entrambi i lati, uniamo la cipolla tritata finemente e appena si colora versiamo il sugo di pomodoro, saliamo, uniamo il basilico fresco e il peperoncino e facciamo cuocere  a fuoco basso per un'ora circa. Il profumo di questo sugo è indescrivibile... è un'armonia di aromi che si sprigionano dal tegame e si diffondono per tutta la casa e...oltre! Portiamo a cottura le linguine e scoliamole bene.Condiamole con abbondante sugo e qualche pezzo di pesce. Buona scarpetta!





Con questa ricetta partecipo con immenso piacere al contest di Pecorella di Marzapane.

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venerdì 24 giugno 2011

Swiss inspiration...: il semifreddo "Foresta Nera"

Uno dei massimi piaceri della vita è rivedere un amico dopo tanto tempo. "Tanto" può essere un mese, un anno, 10 anni, e il piacere che si prova è sempre direttamente proporzionale all'affetto che ti lega a lui. 
L'estate per me è il momento degli incontri, dei "da quanto tempo".... "quanto è cresciuto il bimbo!".... E' il tempo degli abbracci che da virtuali finalmente si concretizzano, delle confidenze affidate a una chat o a una telefonata che finalmente si possono sussurrare all'orecchio, di quei sorrisi solo immaginati dietro una "faccina" o un emoticon e che invece si possono sentire risuonare argentine tra gli schizzi di mare e  le creme abbronzanti. 
L'estate è il momento in cui rivedo Mariella e il suo piccolo Tesoro. Bentornata amica mia!




SEMIFREDDO FORESTA NERA

500 ml di panna vegetale zuccherata oppure panna di latte fresca+1 cucchiaio di zucchero
3 uova
6 cucchiai di zucchero
100 gr di cioccofondente fuso a bagnomaria
amarene con il loro sciroppo
un foglio di colla di pesce
cacao amaro per decorare


Prendiamo uno stampo da plumecake e lo foderiamo con carta da forno, ma solo sui lati lunghi e sulla base: questo ci servirà per sformare più facilmente il semifreddo.Mettiamo a bagno il foglio di colla di pesce in acqua per10 minuti. In un pentolino facciamo riscaldare 5 cucchiai di sciroppo di amarene a fuoco dolcissimo e uniamo la gelatina strizzata, facciamo sciogliere bene la gelatina, mescoliamo e versiamo sul fondo dello stampo, sulla carta da forno, facciamo raffreddare e mettiamo in freezer. Montiamo 500ml di  panna in una ciotola capiente. In un'altra ciotola montiamo l'albume aggiungendo 3 cucchiai di  zucchero a piccole dosi, fino ad ottenere una bella meringa lucida e soda. Uniamo la meringa alla panna, mescolando le due masse dal basso verso l'alto. Montiamo i tuorli a crema con lo zucchero rimanente, quindi uniamo il ciocco fuso e mescoliamo bene. Dividiamo il composto di panna e meringa in due ciotole: in una ciotola vi uniamo 6-7 cucchiaiate di sciroppo di amarene e una decina di amarene intere, mescoliamo bene e facciamo amalgamare.Nell'altra invece uniamo la crema al cioccolato. Riprendiamo lo stampo dal freezer e versiamoci metà del composto al cioccolato,  un secondo strato di gelato bianco e amarena e finiamo con l'ultimo strato di gelato al cioccolato, cercando di lisciarne la superficie il più possibile con una spatola.Mettiamo in freezer per almeno 12 ore , quindi sformiamo molto delicatamente, aiutandoci con le ali di carta da forno. Decoriamo con ciuffi di panna, amarene intere e cacao spolverato.










Con questa ricetta partecipo al contest di Zampette in pasta.

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