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giovedì 9 giugno 2011

Quando fare una torta allo yogurt è un gioco da ragazzi...!

Quando cucino o pasticcio le mie due figlie vogliono sempre partecipare. A volte riesco a tenerle occupate, altre volte mi faccio aiutare...e ogni tanto invece capita che addirittura  mi chiedono di fare da sole. 
Qualche giorno fa la mia piccolina ha piantato una lagna per tutto il pomeriggio perchè voleva fare a tutti i costi una torta da sola. Io che voglia di accendere il forno non ne avevo per niente, visto il caldo afoso ( ehehehe...un giorno estate, due giorni inverno!), ho cercato di dirottarla ovunque: televisione, disegno, pittura , passeggiata .... niente di niente: torta e solo torta...da sola! Così ad un tratto... il lampo di genio! Qualche settimana  prima avevo ricevuto un pacco dal Molino Chiavazza, come premio per avere vinto uno dei loro contest...quello sulle ricette pasquali, e tra i tanti pacchi di farina di ogni tipo, mi sono ricordata che ce n'era uno per fare una torta allo yogurt. Il tempo di controllare di avere tutto in frigo e finalmente ho visto spuntare il sorriso su quel faccino disperato. La ricetta è semplicissima... e gli ingredienti da aggiungere veramente pochissimi. E così la mia piccola chef ha realizzato tutta da sola la sua prima torta...sotto gli occhi divertiti della sua mamma!



TORTA ALLO YOGURT
e frutti di bosco

una confezione di preparato per torta allo yogurt
375 gr di yogurt ai frutti di bosco
80 gr di burro fuso
per decorare: salsa ai frutti di bosco

La confezione di torta allo yogurt contiene due buste e una forma di cartone per la torta, che ho subito posato su un piatto piano. La prima busta ( che contiene una polvere di biscotti, per fare la base della torta) l'ha versata in una ciotola e poi abbiamo unito il burro fuso, ha mescolato bene e ha versato la poltiglia nella forma e ha schiacciato bene (...qui l'ho aiutata un pò...) con un cucchiaio. Ho messo in frigo.


Poi ha versato il contenuto della seconda busta in un'altra ciotola, ha versato lo yogurt e ha mescolato, poi ha montato tutto con il frullino elettrico ( che ridere...lo doveva tenere con due mani!). Poi ha versato tutta la crema dentro alla forma che ho ripreso dal frigo e con un leccapentole l'ha lisciata.


 Per decorarla con un cucchiaino ho versato sulla superficie della torta la salsa di frutti di bosco e ho formato tre cerchi concentrici, così lei con uno stecchino ha disegnato i raggi che dall'esterno arrivano al centro, ottenendo un disegno floreale. poi ha completato con  delle fragole intorno e al centro del dolce. Abbiamo messo la torta in frigo per un paio d'ore e poi tutta orgogliosa e trionfante, ne ha offerto una fettona al suo papà! 
Quando si dice...un gioco da ragazzi!
 



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lunedì 6 giugno 2011

Terrina di formaggio cremoso

Terza sfida terza avventura del simpaticissimo gioco di Naso di Tartufo, al quale partecipo con la mia squadra, le favolose Antony Bourdaine. Non sto a spigarvi come funziona...per i curiosi,vi rimando a questo post dove spiego le regole del gioco e le curiosità. Intanto vi aggiorno: dopo essere arrivate prime nella prima sfida, la seconda ci ha visto un pò in difficoltà...ma ne siamo uscite bene....e adesso la terza.



"La 3° SFIDA consiste nel:
- prendere il vostro cavallo di battaglia
- cucinarlo COME NON L'AVETE MAI FATTO: se era dolce dovrà essere salato, e viceversa!
- esempio: avete detto torta di sfoglia ripiena di mele zucchero e cannella ...come potreste renderla salata? Togliendo lo zucchero, intanto! E forse anche la cannella! In America va forte la torta salata con mele e maiale...perché non provare?

L'importante è che l'idea del vostro cavallo di battaglia rimanga: se era una crema dovrà essere una crema!"


Naturalmente il cavallo di battaglia ci è stato chiesto in tempi non sospetti... e viste le temperature... io ho scelto il semifreddo! Quindi sono partita da un semifreddo già pubblicato, il semifreddo alla fragola. Come trasformarlo da dolce a salato senza snaturarlo troppo e senza cambiare troppi ingredienti? Innanzitutto ho cercato di mantenerne la cremosità e la freschezza, quindi niente cottura e conservazione in frigo.... poi i colori, il bianco e il rosso... e la forma a tronchetto. Così da dolce a salato, da dessert ad antipasto, da semifreddo alle fragole a.....



TERRINA DI FORMAGGIO CREMOSO
con gelée di pomodoro


per la terrina: 400gr di formaggio cremoso
200gr di ricotta
10 pomodorino ciliegia

tre cucchiai di patè di olive nere
un foglio di pane per tramezzini rettangolare
parmigiano per decorare
olio EVO e sale

per la gelée: 2 fogli di colla di pesce
un cucchiaio di concentrato di pomodoro
tre cucchiai di acqua


Prendiamo uno stampo da plume cake e lo foderiamo con carta da forno, ma solo sui lati lunghi e sulla base: questo ci servirà per sformare più facilmente la terrina.Mettiamo a bagno i fogli di colla di pesce in acqua per 10 minuti. In un pentolino facciamo riscaldare il pomodoro concentrato diluito con tre cucchiai d'acqua e un pizzico di sale, a fuoco dolcissimo e uniamo la gelatina strizzata, facciamo sciogliere bene la gelatina, mescoliamo e versiamo la gelée sul fondo dello stampo, sulla carta da forno, facciamo raffreddare in frigorifero. Lavoriamo il formaggio con una frusta, uniamo la ricotta, il sale, un cucchiaio d'olio e mescoliamo bene. Dividiamo il formaggio in due parti: in una aggiungiamo il patè di olive, nell'altra sei-sette pomodorini tagliati a pezzettini e mescoliamo. Riprendiamo lo stampo e versiamo dentro prima il formaggio al pomodoro e poi quello alle olive, livelliamo bene e chiudiamo con il foglio di pane per tramezzini, tagliato per adattarlo alle dimensioni del nostro stampo. Mettiamo in frigo per tre  o quattro ore. Sformiamo su un piatto , togliamo delicatamente la carta da forno e decoriamo con i pomodorini e una spolverata di parmigiano.





qui potete vedere i due piatti a confronto...


Con questa ricetta partecipo al contest di  Gustoshop che ha messo in palio un paniere di buonissimi prodotti tipici italiani....per veri gourmet! 



e al contest di Cucinando con mia sorella .


Il mio primo contest:

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venerdì 3 giugno 2011

Fata pasticciona e l'avventura della mini wedding-cake

Quando ormai si arriva alla soglia della maturità (per non dire pre-vecchiaia...ihihihih) poche cose riescono ancora a stupirci e ad affascinarci come se fossimo ancora dei bimbi. Un poeta che amo molto, un certo Giovanni Pascoli...lo conoscete?....Beh...proprio lui, nelle sue poesie, che erroneamente molti credono adatte solo ai bimbi delle elementari, va alla ricerca della magia delle piccole cose, dicendo che in ognuno di noi esiste un fanciullo che si stupisce e si affascina per quelle stesse cose che noi, come adulti, nemmeno notiamo, schiavi dei ritmi e dei valori ( o meglio dei dis-valori) della vita quotidiana (  lavoro,  soldi da accumulare, appuntamenti-vitali-a-cui-non-si-deve-mancare....). Ascoltare quella voce, che spesso è coperta dal frastuono del nostro tempo, equivale alla pura poesia, al ritrovare quella gioia vera che solo i bimbi provano. Scusatemi la piccola digressione, ma la prof che c'è in me ogni tanto grida vendetta e quindi prende il sopravvento...mio malgrado....
Dicevo che ogni tanto mi capita di tornare  bambina e credere alle fate... a delle fate pasticcere per l'esattezza. Solo una fata infatti sarebbe capace di fare delle torte come questa o questa... arrivare alla perfezione di una trina o di un merletto fatto solo di zucchero e albume, imprigionare in un dolce la magia di un fiore o di una favola. Magia della pasta di zucchero e della glassa reale...
Così , in un pomeriggio caldo di giugno, presa da un impeto di masochismo puro, mi sono detta...proviamo? Premetto che non era la prima volta che lavoravo la pdz, ho decorato altre tre torte nella vita che trovate qui, però da questo a considerarmi una fata ce ne passa davvero molto...cmq, mi sono detta, da qualche parte si deve pur iniziare e ispirata anche dal contest di una di queste fatine, dominata dall'incoscienza pura, ho controllato di avere tutti gli ingredienti e mi sono messa all'opera.
Primo problema: niente miele...quindi ho dovuto fare la pdz col glucosio e io non amo molto questa ricetta, perchè quell'unica volta che l'ho provata si seccava troppo presto e quindi era difficile da lavorare ( a differenza di quella al miele che invece rimane molto elastica...l'ideale per una principiante tardona come me! ihihihhi).
Secondo problema: come base ho usato una torta al cioccolato senza glutine che mi ero fatta per la colazione, però essendo abbastanza bassa non sarebbe stata molto adatta a essere decorata.
Terzo e più grave problema: le bimbe in casa... pdz = plastilina.... ero rovinata!
Ma la tentazione era troppa... quando penso e ripenso a qualcosa che voglio provare non mi rassegno finchè non ci riesco. Quindi ho fatto la pdz col glucosio, e che Iddio ce la mandi buona, ne ho fatta una bella dose così da tenere impegnate le bimbe a divertirsi dall'altro lato del tavolo e poi con due tagliapasta ho ricavato una mini torta a due piani, modificando così le proporzioni.
Questo è il risultato e mi raccomando ...siate clementi....! Dalle fate pasticcere alla fata pasticciona!


per la pdz : 450gr di zucchero a velo
 2,5 grammi di colla di pesce
50 gr di glucosio 
30 gr di acqua
per la glassa reale: un albume
qualche goccia di limone
zucchero a velo a occhio

Per il procedimento della pdz vi rimando a questo link, in cui i passaggi sono spiegati benissimo.
Per la glassa ho mescolato l'albume al limone e poi sempre mescolando ho aggiunto lo zucchero a velo fino a una consistenza adeguata.
Ho steso la copertura del pan di spagna, semplicemente farcito con marmellata di fragole, e la stessa marmellata l'ho spennellata sull'esterno della torta per fare aderire la pdz. Ho decorato con dei fiorellini che le mie bimbe si sono divertite a fare con uno stampino e con delle palline di zucchero rosa, che ho attaccato con un puntino di glassa. Per i decori in glassa ho usato un conetto di carta con punta n°1 (l'avevo comprata da tanto ma non avevo mai avuto il coraggio di usarla! ihihihi) e a ogni archetto ho incrociato le dita mentalmente perchè non si rompesse.... Infine per nascondere le vergogne alla base della torta ho usato un bel nastro di raso verde, tirato via da una bomboniera. 





Con questa mini cake partecipo al contest della fatina della Piccola Bottega dello Zucchero...



e al calendario di Ammodomio

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mercoledì 1 giugno 2011

It' s tea time!

Il the, o tea che dir si voglia, è una delle mie bevande preferite: caldo o freddo, che sia estate o inverno, poco importa... Se fa caldo disseta, se fa freddo riscalda... insomma al limone, al latte o alla pesca è sempre il benvenuto in casa mia.D'inverno rappresenta un'occasione irrinunciabile per fare una bella merenda con amici o figli; con l'arrivo del caldo è sempre presente nel mio frigorifero, arricchito da frutti di bosco, ginseng o menta, pronto a rinfrancarmi dopo una giornata afosa o semplicemente a deliziarmi con leggerezza. Se poi è accompagnato da una piccola golosità fatta in casa, il rito è completo: un tè, un fiore e qualche biscotto profumato ci rimetteranno in pace col mondo.
Questi piccoli biscotti sono ispirati ai miei biscotti da tè preferiti. Per rinnovarli li ho arricchiti con cacao e fava tonka: questa meraviglioso frutto che profuma di mandorla e di paesi lontani, di tabacco e vaniglia mi è sembrata il naturale complemento per una bevanda così ricca di sfumature aromatiche come il tè.
Provateli insieme  e assaporerete un'esperienza veramente inebriante.

clicca e vedrai meglio

BISCOTTI ALLA FAVA TONKA

200gr di farina 00 
20 gr di cacao 
due fave tonka
150gr di burro morbido 
75gr di zucchero
un uovo grosso oppure uno normale + mezzo albume
un cucchiaino di lievito
  

Montiamo a crema il burro con lo zucchero per almeno 5 minuti, con la frusta elettrica, quindi uniamo l'uovo e continuiamo a montare . Misceliamo la farina con il lievito, il cacao e le fave tonka grattugiate e  uniamo la miscela un pò alla volta al composto, mescolando con un cucchiaio di legno dal basso verso l'alto. Una volta pronta la nostra frolla, la mettiamo a cucchiaiate in un sac à poche con bocchetta a stella e formiamo delle ciambelline  su una teglia rivestita di carta da forno. Inforniamo a 220° per 10 minuti, vigilando sempre perchè non si colorino troppo.
Facciamo raffreddare bene prima di spostarli dalla teglia, perchè appena usciti dal forno sono fragilissimi. Il loro profumo delizioso riempirà tutta la vostra casa.

clicca e vedrai meglio!




Con questa ricetta partecipo al contest di Tuki de "La ciliegina sulla torta".
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